
“Favorire inclusione sociale, benessere psicosociale e riabilitazione di persone fragili attraverso pratiche educative e relazionali legate al contesto equestre, in particolare alla cura e alla gestione del cavallo”. Al via il progetto ‘Equiromens Summer Camp’, frutto del protocollo d’intesa sottoscritto tra la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) e la ASL Roma 2, attraverso il dipartimento Integrato di Salute Mentale, Neuropsichiatria Infantile e Dipendenze Patologiche.
L’accordo, della durata triennale, nasce con l’obiettivo di “superare lo stigma che ancora pesa sulla salute mentale” e promuove una visione di salute di comunità, in cui il cavallo non è solo animale sportivo, ma mediatore relazionale e facilitatore di benessere. “Attraverso questo accordo- dichiara il presidente FISE, l’avvocato Marco Di Paola- riaffermiamo il ruolo sociale dello sport equestre. Il cavallo diventa non solo compagno di sport, ma anche alleato nei percorsi di crescita, cura e inclusione. È una responsabilità che la Federazione sente profondamente e che intendiamo portare avanti con dedizione, in sinergia con le istituzioni sanitarie e il mondo della salute mentale”.
Il progetto pilota ‘Equiromens Summer Camp’ si svolge dal 4 al 17 agosto 2025 presso il prestigioso Centro Equestre Federale dei Pratoni del Vivaro di Rocca di Papa, storico impianto olimpico e sede di competizioni internazionali. I 14 utenti adulti della ASL Roma 2, accompagnati da 4 operatori sanitari, saranno coinvolti in tutte le fasi organizzative di un importante concorso nazionale di sport equestri (dressage, salto ostacoli e concorso completo), partecipando attivamente alla preparazione, allo svolgimento e al disallestimento dell’evento.
L’approccio è incentrato su attività non rieducative né terapeutiche in senso clinico, ma educative e formative: i partecipanti, tesserati con l’ASD ‘Il Giardino di Filippo’, società affiliata FISE e partner del progetto, acquisiranno competenze tecniche nella cura del cavallo, nella selleria, nella logistica degli eventi sportivi e nella collaborazione tra team. Il contesto naturale e non medicalizzato favorisce l’attivazione di nuove competenze, relazioni positive e consapevolezza personale. “Abbiamo fortemente voluto questo accordo- afferma la dottoressa Barbara Ardu, direttore tecnico Area Formazione e Progetti Speciali FISE- per ampliare l’orizzonte delle attività educative legate al cavallo. L’ambiente equestre, con i suoi valori e le sue dinamiche, rappresenta un contesto formativo unico per le persone fragili: favorisce relazioni sane, consapevolezza di sé e nuove competenze spendibili anche nel mondo del lavoro”. Durante il soggiorno, gli utenti saranno seguiti da tecnici federali formati, che li guideranno nelle tre fasi operative: preparazione dell’evento (4-6 agosto), supporto durante la competizione (7-10 agosto) e fase di disallestimento e valutazione (11-17 agosto).
Alla fine del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione, e per i più motivati sarà possibile accedere a percorsi professionalizzanti federali. “Questa collaborazione- sottolinea il dottor Emanuele Caroppo, dirigente psichiatra UOC Salute Mentale D6 ASL Roma 2- rappresenta un importante passo avanti nel percorso di de-istituzionalizzazione e inclusione. Il cavallo, in questo contesto, diventa mediatore relazionale e facilitatore di processi riabilitativi. Uscire dal contesto clinico per abitare spazi aperti, dinamici e relazionali è un elemento chiave per la salute mentale contemporanea”. Il progetto, si legge in una nota, non comporta oneri economici per le parti, prevede il coinvolgimento degli operatori sanitari solo in funzione di accompagnamento e sorveglianza e si inserisce in una visione moderna e collaborativa della salute mentale.
