• Mer. Feb 18th, 2026

ALLATTAMENTO SENO, UNICEF: PREVIENE 16% MORTI ANNUALI IN BIMBI

Ha preso il via la Settimana Mondiale dell’Allattamento (1-7 agosto), un momento “cruciale per promuovere l’allattamento al seno come elemento fondamentale per la sopravvivenza, la crescita e lo sviluppo sano dei bambini in tutto il mondo”, si legge in una nota dell’Unicef.

Il tema di quest’anno, ‘Dare priorità all’allattamento al seno: creare sistemi di sostegno sostenibili’, sottolinea l’importanza di costruire sistemi e strutture per sostenere le madri nelle loro pratiche di allattamento al seno in tutti i contesti. A livello globale, intanto, nel 2024 il 48% dei bambini di età inferiore ai sei mesi è stato allattato esclusivamente al seno, 12 punti percentuali in meno rispetto all’obiettivo del 60% fissato dall’Assemblea mondiale della sanità per il 2030, ma i tagli ai finanziamenti “minacciano questi progressi ottenuti con tanta fatica”, sottolinea ancora l’Unicef. “Se tutti i bambini di età compresa tra 0 e 23 mesi fossero allattati al seno in modo ottimale, ogni anno si potrebbero salvare quasi 600mila vite. L’estensione dell’allattamento al seno a un livello quasi universale potrebbe prevenire il 16% dei decessi annuali nei bambini di età inferiore ai 5 anni”.

I finanziamenti dei donatori a sostegno dell’allattamento al seno rimangono “gravemente insufficienti, con solo il 4% dei paesi che riceve almeno 5 dollari USA per nascita, il minimo necessario per raggiungere gli obiettivi globali. L’assistenza allo sviluppo per l’allattamento al seno è diminuita dell’8% tra il 2021 e il 2022, mettendo a rischio i progressi compiuti”. Gli operatori sanitari svolgono un “ruolo fondamentale nel sostenere l’allattamento al seno, ma molti di loro non dispongono degli strumenti, del tempo e della formazione necessari per fornire un’assistenza adeguata. Solo il 19% dei Paesi include argomenti relativi all’alimentazione dei neonati e dei bambini piccoli (IYCF) nella formazione di medici e infermieri prima che entrino nel mondo del lavoro”. Dopo il parto, la maggior parte dei Paesi non riesce a creare ambienti favorevoli che forniscano un sostegno essenziale, come il congedo di maternità retribuito (solo il 10% soddisfa gli standard dell’ILO), le pause per l’allattamento al seno e le strutture sul posto di lavoro, compromettendo la capacità delle madri di sostenere le pratiche di allattamento al seno.

In Italia l’UNICEF porta avanti il programma ‘Insieme per l’allattamento: buone pratiche, basate su prove di efficacia’: “Il nostro obiettivo, come UNICEF Italia- dichiara Nicola Graziano, presidente dell’UNICEF Italia- è quello di proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento offrendo e garantendo al contempo cure e sostegno adeguati alle madri che non allattano”. Ad oggi, In Italia, le Baby-Friendly Initiatives comprendono 36 Ospedali e 12 comunità riconosciuti Amiche delle bambine e dei bambini e 4 corsi di laurea Amici dell’Allattamento e diverse atre strutture sono in percorso. “Fra le attività realizzate quest’anno- fa sapere Graziano- voglio ricordare il Protocollo d’Intesa che abbiamo firmato con il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi del ministero della Giustizia per realizzare attività di informazione e formazione sulla genitorialità responsiva e sui primi mille giorni di vita del bambino e sull’implementazione dei ‘Baby Pit Stop UNICEF’ presso gli uffici giudiziari collocati su tutto il territorio nazionale: un ulteriore modo per dare concretezza al nostro programma e sostenere la genitorialità e la cura dell’infanzia”. 

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