• Mer. Lug 29th, 2026

Sostanze stupefacenti, alcol e il digitale: sono queste, secondo diverse ricerche, le dipendenze più in ascesa tra i giovani nel mondo. L’abuso delle prime colpisce oltre 330 milioni di persone nel mondo (un incremento del 5,2% in soli 10 anni) e poi c’è quello che deriva da iperconnessione, social, Ia e videogiochi.

Negli ultimi due decenni si è assistito a livello globale a un trend crescente di “dipendenza digitale”, in particolare per quanto riguarda l’uso di smartphone (27% della popolazione), social media (17%), internet (14%) e videogiochi (6%) con gli adolescenti, anche in Italia, come categoria più esposta. “Le nuove dipendenze in Italia non si fermano alle droghe più note, ma si stanno evolvendo in disfunzioni comportamentali legate anche a social e IA. Il vero rischio è riconoscere troppo tardi i segnali di questi ragazzi che stanno male e manifestano il loro malessere in questo modo. Importante è che i genitori e gli adulti ci siano, siano in grado di riconoscere i sintomi e i segni della sofferenza e accompagnino i giovani nel percorso di cura”, avverte in un comunicato il prof. Gabriele Sani, psichiatra e responsabile del Cepid del Policlinico Gemelli di Roma. Quello giovanile è oggi “un disagio fluido, sommerso e multiforme-prosegue il comunicato-, che si muove a una velocità tale da lasciare le famiglie prive di strumenti per intercettarlo”. Ad avvalorare l’allarme un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica “Frontiers in psychology”, secondo il quale negli ultimi due decenni si è assistito a livello globale a un trend crescente di dipendenza digitale, in particolare per quanto riguarda l’uso di smartphone (27% della popolazione), social media (17%), internet (14%) e videogiochi (6%), con gli adolescenti come categoria più esposta all’influenza delle tecnologie digitali.

Nello specifico, secondo un’analisi pubblicata a giugno sulla rivista scientifica “Archives of psychiatric nursing”, un adolescente su quattro a livello globale (25%) presenterebbe un uso problematico o assimilabile a dipendenza dai social network, mentre un recente studio pubblicato sul Journal of the American medical association (Jama), evidenzia come la dipendenza da smartphone riguardi ormai la stragrande maggioranza degli adolescenti, con il 49,2% dei ragazzi che mostra livelli di dipendenza elevati, a cui si aggiunge un 24,6% che registra una crescita esponenziale dei sintomi già entro i 15 anni. Nel mirino anche i videogiochi, con il 41,1% dei giovani che presenta un uso ad alto rischio di dipendenza. Anche l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale tra i giovanissimi è in crescita: secondo il report “European children’s use and understanding of generative AI” curato dal network di ricerca internazionale Eu kids online (Euko) -si legge nel comunicato-, oggi in Europa il 72% dei minori tra i 13 e i 17 anni si affida abitualmente all’Ia generativa (contro solo il 28% che dichiara di non farne alcun uso). È in questo scenario che s’inserisce l’analisi della situazione italiana, dove il confine tra il disagio psicofisico e quello virtuale si fa sempre più labile.

Secondo quanto emerge dalla “Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze”, nel 2025 -prosegue il comunicato-, quasi 350mila studenti under 18 hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne, in aumento rispetto al 2024 (+20%), con cannabis e cocaina come sostanze più diffuse. Al consumo di sostanze si affiancano inoltre i comportamenti a rischio legati all’uso delle tecnologie digitali: circa 15mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni presentano comportamenti riconducibili alla “social media addiction”, e 111mila studenti (7%) risultano a rischio di internet gaming disorder. Un quadro che trova riscontro anche per quanto riguarda la dipendenza e l’abuso di alcol e droghe,-si legge ancora nel comunicato: un recente studio condotto dalla University College London (Ucl) ha infatti evidenziato un incremento significativo nell’uso di sostanze e nei comportamenti d’abuso proprio tra i giovani della Gen Z nei loro primi 20 anni. Circa sette giovani adulti su 10 (68%) nel Regno Unito dichiarano di aver esagerato con l’alcol nell’ultimo anno, e quasi un terzo (29%) consuma regolarmente sei o più bevande alcoliche in una sola volta. L’uso di cannabis e droghe cosiddette pesanti tra i giovani della generazione Z è aumentato considerevolmente tra i 17 e i 23 anni. La percentuale di coloro che hanno dichiarato di aver provato la cannabis è aumentata del 18% tra i 17 e i 23 anni (31% contro 49%). La percentuale di coloro che hanno provato droghe pesanti è più che triplicata (10% contro 32%). A livello globale, secondo il “World drug report” delle Nazioni unite, conclude il comunicato, sono oltre 330 milioni le persone (il 6% della popolazione) che fanno uso di sostanze stupefacenti, registrando un incremento del 5,2% in soli 10 anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *