• Mar. Lug 14th, 2026

RAPPORTO AGENAS: EMILIA-ROMAGNA AI VERTICI PER CURE ONCOLOGICHE

L’Emilia-Romagna si conferma al vertice tra le regioni italiane nella qualità delle proprie cure oncologiche. A confermarlo è l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulle Reti oncologiche regionali stilato da Agenas che migliora la valutazione della Regione, portando il valore complessivo a 91,8 punti rispetto agli 89,9 della rilevazione precedente. L’Emilia-Romagna è al primo posto in Italia per performance qualitativa, che racchiude i parametri relativi all’organizzazione e alla governance delle reti di cura dei tumori. Ed è tra le prime tre regioni anche per presa in carico dei pazienti oncologici, per concentrazione chirurgica e per l’indicatore di bacino che identifica la prossimità delle cure di radioterapia e terapia medica.

Proprio su quest’ultimo aspetto, poche settimane fa la Regione ha approvato un documento di indirizzo dedicato proprio all’Oncologia e onco-ematologia di prossimità, che definisce criteri e strategie per la delocalizzazione di specifici trattamenti oncologici ed ematologici dall’ospedale ai servizi territoriali. “Siamo orgogliosi di questi risultati, che confermano la validità di un modello che mette al centro la persona, garantendo qualità delle cure, equità di accesso e una presa in carico integrata lungo tutto il percorso di malattia”, sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi.

  “Dietro questi numeri c’è soprattutto il lavoro straordinario dei professionisti e delle professioniste del nostro servizio sanitario regionale, che sanno unire un’estrema competenza a un’umanità e attenzione al paziente che rappresentano un aspetto fondamentale della cura. Oggi, infatti- proseguono presidente e assessore- la sfida non è solo curare meglio, ma anche più vicino alle persone”.

L’ultimo Rapporto Agenas fotografa “la continuità nella strategia assistenziale e nella presa in carico del paziente oncologico, con una territorialità che garantisce di poter avere accesso a terapie di oncologia medica e di radioterapia a meno di un’ora dal proprio domicilio e all’interno di percorsi strutturati”, aggiunge Carmine Pinto, coordinatore della Rete oncologica ed emato-oncologica regionale. L’obiettivo del provvedimento approvato a inizio giugno è favorire un modello assistenziale integrato tra ospedale e territorio, capace di migliorare l’accessibilità alle cure, garantire la continuità della presa in carico e ridurre gli spostamenti dei pazienti, mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza. Il documento individua così una griglia basata su criteri clinici, organizzativi e logistici per valutare l’idoneità dei trattamenti alla delocalizzazione. A essere coinvolte sono le terapie orali, alcune terapie sottocutanee o endovenose a bassa complessità, le terapie di supporto e le attività di follow-up dei pazienti clinicamente stabili, mentre rimangono di competenza ospedaliera i trattamenti ad alta complessità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *