• 04.11.2026

Salutedomani

Quotidiano online di informazione medico-scientifica

“Il 26,8% dei quindicenni trascorre più di quattro ore al giorno sui social media (soglia dell’iperconnessione), contro il 20,7% del 2025. Il fenomeno riguarda soprattutto le ragazze (35,0%). Esplode anche il phubbing: si tratta del fenomeno per il quale non si gradiscono interruzioni quando si è in rete o si chatta e riguarda il 55,0% degli intervistati. L’intelligenza artificiale è invece utilizzata dal 73,1% degli adolescenti, prevalentemente per chiarire dubbi scolastici, soddisfare curiosità e farsi aiutare nei compiti.

Tuttavia, il 16,2% presenta un uso definito disfunzionale, caratterizzato da coinvolgimento emotivo, fiducia incondizionata e dipendenza”. Sono alcuni risultati raccolti nel 2026 nell’ambito del progetto ‘Mutamenti interazionali e benessere’ (MiB), che dal 2025 e per cinque anni segue circa 3.000 adolescenti nel corso della loro crescita. Saranno presentati domani, 5 novembre a Roma, (ore 9.30), presso il Consiglio nazionale delle ricerche (P.le Aldo Moro, 7). “Il mondo virtuale e ora l’AI ci stanno silenziosamente proiettando in una nuova dimensione comunicativa che, per ora, sta producendo più disagi che benefici”, spiega Antonio Tintori, ricercatore dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr e responsabile del gruppo interdisciplinare Musa.

“Rispetto allo scorso anno si delinea un quadro adolescenziale sempre più segnato da fragilità, dipendenze e comportamenti antisociali” spiega la nota. “Peggiora il benessere psicologico degli adolescenti: il distress, che comprende sintomi di ansia e depressione, raggiunge il 20,7% e colpisce in misura significativamente maggiore le ragazze. Cresce inoltre di oltre tre punti percentuali la quota di adolescenti con bassa autostima, una condizione che interessa il 37,3% del campione e che risulta anch’essa più diffusa tra le ragazze. Il 26,2% degli adolescenti presenta livelli elevati di aggressività, mentre il 16,9% manifesta alessitimia, ovvero l’incapacità di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni. Moralmente disimpegnati, cioè inclini a minimizzare la gravità di comportamenti dannosi, sono invece il 14,5% dei quindicenni, in questo caso molti più ragazzi. Resta stabile ma su livelli molto alti il fenomeno dell’isolamento sociale: il 49,9% degli adolescenti limita le uscite alle sole attività scolastiche, trascorrendo il resto del tempo in casa. Tra questi, il 6,6% ha sperimentato un isolamento durato sei mesi o più, soglia con cui si definisce lo stadio dell’hikikomori”.

“Gli stereotipi di genere mostrano una lieve flessione, soprattutto tra le ragazze: il 17,6% registra livelli elevati di adesione, il 39,7% livelli medi, il 40,1% livelli bassi, mentre risultano assenti nel 2,5% degli studenti. Il fenomeno risulta inoltre associato all’esposizione a contenuti pornografici online, che coinvolge quotidianamente il 15,1% dei quindicenni. Aumentano, invece, gli stereotipi nei confronti dei migranti: il 34,1% dei ragazzi mostra un livello elevato di adesione, in crescita di 11 punti percentuali rispetto al 2025. Crescono anche gli atteggiamenti omotransfobici, che raggiungono livelli significativi nel 35,3% del campione, con una marcata differenza tra ragazzi (49,7%) e ragazze (16,4%).

L’omofobia è anche l’atteggiamento più diffuso nelle scuole (45,0%), seguito da transfobia (41,1%), bullismo 35,6%), razzismo (33,4%) e cyberbullismo (25,7%). Il 39,9% non sa riconoscere la violenza, fisica o psicologica, in quanto normalizzata. Il bullismo continua a coinvolgere una quota rilevante di studenti: il 55,5% del campione dichiara di esserne vittima. Per quanto riguarda il cyberbullismo, il coinvolgimento abituale interessa il 47,5% dei quindicenni come autori, il 23,0% come vittime e il 16,2% contemporaneamente in entrambi i ruoli”. “Aumenta il consumo di alcol: il 59,9% indica gli alcolici come molto o abbastanza diffusi tra i propri coetanei e il 53,5% segnala un’importante diffusione dei superalcolici, con un aumento del 25,2% rispetto al 2025. In particolare, il binge drinking registra un netto aumento, soprattutto tra le ragazze” conclude la nota.