“Il parto cesareo è un intervento chirurgico la cui tecnica è da considerarsi di grande sicurezza . Nella maggior parte dei casi in cui si è registrata la morte materna non è stata causa del taglio cesareo, ma del taglio cesareo tardivo!”. Lo dice il Prof Claudio Giorlandino, ginecologo, Segretario Generale della Sidip, Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale intervenendo sul caso della ragazza diciannovenne di Crotone morta dopo un parto cesareo.
“Pur essendo un intervento sicuro – aggiunge – la donna corre tutti i rischi dovuti alla condizione personale. I rischi dipendenti dalla sua salute di base. Nel caso della ragazza di Crotone saranno le eventuali indagini a stabilire la causa della tragedia. Non possiamo affatto affermare che vi sia una relazione causa effetto. E’ importante ovviamente la professionalità di chi esegue un parto cesareo. Deve essere un ginecologo con lunga esperienza”.
Secondo Giorlandino inoltre “la paziente che si sottopone a taglio cesareo corre meno rischi del parto naturale se il cesareo è eseguito elettivamente senza urgenza e senza una patologia materna che mette, di per se stessa, a rischio la vita della donna, come obesità, malattie metaboliche, eclampsia, infezioni presistenti. Sono fattori di rischio la presenza di placenta male inserita nell'utero. Le emorragie e i tromboembolismi. Ma certo è che, anche in questo caso, la gestante rischia meno con il TC che con il parto spontaneo"
“Nella maggior parte dei casi però il taglio cesareo è una garanzia di sicurezza per madre e bambino - spiega l’esperto - E' l'intervento più diffuso al mondo. Anche grazie al parto cesareo in Italia nascono pochissimi bambini cerebrolesi. In Inghilterra, per esempio, dove c’è una percentuale più bassa di parti cesarei, vengono al mondo molte creature con problemi di paralisi cerebrali causati da difficili parti naturali voluti a tutti i costi.
Nel nostro Paese c’è una percentuale di parti cesarei pari al 36%, bene: su 1000 bambini meno dello 0.5 presenta danni neurologici legati al parto (paralisi cerebrali) . In Inghilterra la percentuale di parti eseguiti chirurgicamente è più bassa, è pari al 21%, ma lì purtroppo ben 2 bambini su 1000 presentano danni cerebrali conseguenti a parti naturali disastrosi. Laddove i parti avvengono in strutture a bassa medicalizzazione l’incidenza di paralisi cerebrali conseguenti al parto, è elevatissima, come testimonia anche l’enorme contenzioso medico-legale. Questo significa che il taglio cesareo contribuisce anche a far nascere bambini in salute senza che subiscano traumi nel corso di un parto naturale difficile”.