Ne parla uno studio pubblicato sul numero di marzo di "Genes & Development", una delle 5 riviste più importanti di Biologia molecolare e genetica a livello mondiale. E' stato condotto da Laura Soucek, biologa molecolare italiana che negli anni ’90, quando ancora frequentava l'università La Sapienza di Roma, disegnò questa proteina.
“Da allora è stata fatta moltissima strada con gli studi. Nel 2008 all’University of California di San Francisco (UCSF) sono riuscita a dimostrare che questa proteina è realmente in grado di bloccare la proteina Myc, coinvolta in quasi tutti i tipi di tumore. Omomyc può far regredire i tumori senza aggredire le cellule sane.”, spiega Laura Soucek. “Ora sappiamo chei topi curati con questa terapia non ripresentano alcun tumore anche dopo più di un anno, che corrisponde più o meno a circa 35 anni di un essere umano”.
Adesso Laura Soucek lavora presso il VHIO, Istituto di Oncologia Vall d’Hebron di Barcellona, che le ha messo a disposizione le risorse necessarie per portare avanti le sue ricerche.
“Quasi 20 anni fa, quando ho creato la proteina Omomyc, ingenuamente non l’ho brevettata, pensando di mettere la mia scoperta a disposizione dell’intera comunità scientifica e di accelerare in questo modo i tempi per la ricerca sulle nuove potenziali cure. Non mi rendevo conto che l’assenza di brevetto significa un sostanziale disinteresse da parte delle case farmaceutiche a creare un farmaco e finanziare la ricerca per mettere a punto una cura efficace per le persone” racconta Laura Soucek. “Adesso sto lavorando perche’ Omomyc (o qualcosa di molto simile) possa diventare un farmaco e stavolta non commetterò lo stesso errore”.
Chi è Laura Soucek: 39 anni, laureata in Scienze Biologiche all’Universita’ La Sapienza di Roma e con un Dottorato in Genetica e Biologia Molecolare; nel 2008 si è trasferita a San Francisco per continuare le proprie ricerche presso l’University of California San Francisco (UCSF), dove ha lavorato fino al 2011; ora e’ a Barcellona, nell’Istituto di Oncologia Vall d’Hebron, dove dirige il laboratorio di validazione pre-clinica di terapie anti-cancro in modelli murini.
I suoi studi sono stati pubblicati su “Nature” e “Nature Medicine”. Laura ha ricevuto numerosi premi, tra cui il premio per “Future Leaders, New directions” dell’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro, o il premio FERO, consegnatole dalla Principessa Letizia di Spagna.









