In merito alle dichiarazioni sulla riorganizzazione del 118 apparse in questi giorni da alcuni su diversi organi di informazione, l’assessore regionale alla Sanità precisa quanto segue:
Le dichiarazioni relative alla delibera sul 118, approvata dalla Giunta regionale il 28 dicembre scorso, giungono a distanza di un mese, a seguito di una riunione delle aziende sanitarie, sedi delle centrali operative del sistema di emergenza, che si è tenuta ieri pomeriggio e nel corso della quale è stato riconfermato il dottor Danilo Bono quale responsabile del Dipartimento.
La delibera del 28 dicembre prevede tre elementi :
- conferma ciò che era già esistente in termini organizzativi, cioè, perché condivisa, la scelta dell’ex assessore alla Sanità di organizzare il coordinamento di tutto il 118 attraverso la creazione di un Dipartimento funzionale interaziendale;
- vincola il finanziamento esclusivamente alle attività del 118, affidandone il coordinamento al Dipartimento appena riconfermato, in modo da evitare che le aziende sanitarie utilizzino diversamente tali risorse;
- riconferma semplicemente le sei strutture complesse esistenti, senza aggiungere altro per il momento (due di esse erano gestite a scavalco: la Centrale operativa di Cuneo dal responsabile della Struttura complessa Maxiemergenze, e l’Elisoccorso dal responsabile della Centrale operativa di Torino).
L’Assessorato comunque esprime l’auspicio che il responsabile del Dipartimento provveda ad effettuare i passi necessari affinché tutte e quattro le Centrali operative siano gestite, a tutti gli effetti, da responsabili di strutture complesse e non più a scavalco.
Riguardo ai costi , si conferma che l’obiettivo della Regione, e in particolare dell’Assessorato alla Sanità, come sempre ribadito, non è mai stato quello di portare risparmi dal 118. Le scelte adottate, in linea con quanto espresso dal Piano socio-sanitario regionale, prevedono che il 118 non solo non riduca complessivamente le risorse oggi utilizzate, ma che le aumenti, poiché la revisione della rete ospedaliera comporterà la necessità di accrescere la presenza della flotta per garantire le maggiori esigenze di mobilità dei pazienti tra ospedali a bassa intensità e ospedali a più alta intensità di cura. Evidentemente la Fimmg, che ha espresso dei pareri specifici sulla possibile mancata riduzione del costo della struttura in questione, faceva riferimento al piano di rientro di due anni fa e non alle decisioni assunte con il Piano socio-sanitario approvato dal Consiglio regionale. Il Dipartimento appena costituito è peraltro disponibile completamente al dialogo con le rappresentanze dei medici di medicina generale per un continuo miglioramento del livello di servizio









