“Il sistema italiano è riconosciuto come uno dei migliori modelli per la gestione della sostenibilità e Roche Italia è stata pioniera nel contribuire alla definizione delle leve più efficaci. Per trovare nuove soluzioni al tema dell’accesso ai farmaci, vorrei proporre ad AIFA di organizzare un tavolo di confronto, dove tutti gli stakeholder coinvolti possano contribuire a trovare modelli efficaci nell’interesse di tutti i pazienti - afferma de Cicco – Non dobbiamo dimenticare inoltre che Roche è parte di un Gruppo internazionale, e, non essere in grado di fornire dei tempi certi per l’introduzione dei farmaci può comportare scelte penalizzanti in termini di investimenti in ricerca e innovazione che alla lunga hanno un risvolto sul piano occupazionale. Auspichiamo che il futuro Governo sappia intraprendere scelte coraggiose e necessarie a valorizzare un settore ad alto potenziale come quello farmaceutico, troppo spesso percepito come un costo anziché volano di sviluppo per il Paese”.
Guardando al 2013, l’anno è iniziato in maniera positiva, in quanto dopo un lungo confronto con la Direzione Generale, la Commissione Tecnico Scientifica (CTS) e la Commissione Prezzi e Rimborso (CPR) di AIFA, si è raggiunto un accordo che metterà a disposizione anche dei pazienti italiani vemurafenib, il primo farmaco personalizzato per il trattamento del melanoma metastatico BRAF mutato. “Mi fa piacere riconoscere il primo segnale favorevole del 2013. - conclude de Cicco – Si tratta di un risultato importante, per cui ringrazio l’impegno di AIFA in tutte le sue componenti che hanno saputo porre al centro le necessità dei pazienti. Speriamo vi siano rapidi sviluppi anche per le terapie del tumore ovarico, una patologia drammatica che colpisce più di 5.000 donne in Italia e per cui da oltre 15 anni non si registrano progressi clinici”.
In Italia Roche S.p.A. impiega oltre 1.000 dipendenti e nel 2012 ha investito circa 40 milioni di euro in ricerca e sviluppo. Inoltre, è tra le prime aziende in Europa ad aver concordato con le autorità regolatorie meccanismi di rimborso innovativi basati su cost sharing, capping e pay for performance, consapevoli della necessità di cercare sempre nuove soluzioni. Un esempio di appropriatezza e di sostenibilità che nel 2012 ha consentito di restituire alle Regioni 22 milioni di euro, attraverso il sistema di pay back per i prodotti oncologici.
Nel 2012 Roche Diagnostics S.p.A. ha registrato un fatturato complessivo di 413 milioni di euro, in flessione rispetto al 2011 (-6,2%) a causa del perdurare di un contesto di mercato difficile.
“La riduzione della spesa sanitaria e dei volumi legati all’aumento dei ticket e all’esclusione dalla rimborsabilità di alcuni test diagnostici di routine per l’applicazione del principio di appropriatezza ci ha inevitabilmente penalizzato” commenta Jean-Claude Gottraux, Amministratore Delegato di Roche Diagnostics S.p.A. “La predominanza del fattore prezzo nelle gare d’appalto, a discapito dell’innovazione tecnologica, ha contribuito a determinare la flessione che abbiamo registrato rispetto al 2011. La cronica dilatazione dei tempi di pagamento delle Aziende ospedaliere pubbliche ha ulteriormente inasprito il mercato della diagnostica professionale già di per sé in condizioni critiche.
Nonostante la sofferenza di tutti i comparti della diagnostica professionale, Roche Diagnostics S.p.A. ha registrato un risultato positivo nella vendita dei prodotti dedicati alla diagnostica istopatologia con una crescita del 9,6%. A questo risultato hanno contribuito da un lato la capacità degli strumenti di automatizzare alcuni processi rispondendo così alle esigenze di laboratori che dispongono di risorse di personale sempre più scarse e dall’altro lato l’acquisizione di MTM Laboratories, grazie alla quale Roche Diagnostics può oggi vantare un portfolio completo per lo screening del tumore del collo dell’utero.
Anche il business dei prodotti dedicati alla gestione e al monitoraggio del diabete ha registrato una contrazione rispetto allo scorso anno. In particolare, nel 2012 il mercato delle strisce per la glicemia è stato caratterizzato da una significativa riduzione dei prezzi e da una contrazione dei volumi. Registra invece un’ottima performance il segmento dei device per la somministrazione dell’insulina e per il monitoraggio in continuo, conseguendo una crescita del 11,6%.
“Per reagire a questo contesto sempre più critico e complesso, Roche Diagnostics S.p.A. nel 2012 ha attivato un processo di riorganizzazione, perseguendo soluzioni che producessero una maggiore efficienza organizzativa e definendo un nuovo modello di business che ci consentirà di valorizzare ancor di più la nostra ampia pipeline di prodotti. Grazie a questo, auspico un rafforzamento della nostra leadership e una ripresa”, ha concluso Jean-Claude Gottraux.
Background
Il comparto farmaceutico costituisce un settore cardine per la competitività del sistema industriale italiano, che genera un valore della produzione di circa 25 miliardi, secondo solo a quello della Germania in Europa.
La farmaceutica è il 1°settore hi-tech per export (61%) e presenza industriale in Italia, con circa 165 fabbriche che occupano oltre 64 mila addetti e altrettanti se ne contano nell’indotto. 4,4 miliardi di euro è l’ammontare di stipendi e contributi nel settore, ai quali se ne sommano 1,9 per i lavoratori dell’indotto.
L’industria farmaceutica è il primo settore in R&S rispetto al mercato e rappresenta il 12% degli investimenti totali dell’industria manifatturiera (1,2 miliardi), e più del 90% della Ricerca farmaceutica in Italia è sostenuta dalle imprese del farmaco.*
*Fonte: dati Farmindustria









