Daiichi Sankyo (TSE 4568) e ArQule (Nasdaq: ARQL) hanno annunciato oggi l’arruolamento del primo paziente nello studio di fase 3 METIV HCC (MET-high patients with Tivantinib in HCC) con tivantinib (ARQ 197), inibitore selettivo del recettore tirosin chinasico MET.
METIV è uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, in cui tivantinib verrà somministrato a pazienti con HCC inoperabile già pretrattati, con MET iperespresso. L’endpoint primario è la sopravvivenza globale (OS), mentre quello secondario è la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Lo studio prevede l’arruolamento di circa 300 pazienti in 120 centri clinici in tutto il mondo. Maggiori informazioni sul trial sono disponibili suwww.clinicaltrials.gov.
“Siamo lieti di annunciare l’inizio dello studio di fase 3, che ci permetterà di meglio comprendere il ruolo potenziale di tivantinib nel trattamento dell’HCC”, ha dichiarato Glenn Gormley, direttore globale della Divisione Ricerca&Sviluppo e Senior Executive Officer di Daiichi Sankyo. “Confidiamo che questo studio in fase avanzata possa confermare i risultati positivi riscontrati nella fase 2 in termini di tempo alla progressione (TTP) e sopravvivenza globale (OS) in pazienti affetti da tumori con MET iperespresso”.
“Il carcinoma epatocellulare è una malattia devastante e i pazienti affetti da HCC avanzato hanno necessità di nuovi trattamenti, che possano contribuire a prolungare la sopravvivenza”, ha sottolineato Paolo Pucci, CEO di ArQule. “Il trial METIV segue i risultati positivi della fase 2, che hanno dimostrato miglioramenti nel tempo alla progressione e nella sopravvivenza globale in pazienti con MET iperespresso”.
Nell’ottobre 2012 è stata siglata un’intesa con la Food and Drug Administration americana per un Special Protocol Assessment (SPA) per questo studio di fase III; questa è una procedura attraverso la quale la FDA fornisce una valutazione formale e linee guida sul disegno e la dimensione dei protocolli proposti, che verranno condotti con l’intento di preparare le basi per la documentazione regolatoria per la registrazione del farmaco (NDA). L’approvazione finale per la commercializzazione dipende dai risultati dello studio.
Il carcinoma epatocellulare
A livello mondiale il tumore del fegato è la sesta malattia oncologica più diffusa (749.000 nuovi casi), la terza causa di mortalità per tumore (692.000 casi) ed il 7% di tutti i tipi di tumore. Il carcinoma epatocellulare rappresenta più del 90% dei tumori primitivi del fegato.
Le epatiti croniche di tipo B e C sono riconosciute a livello mondiale come il maggior fattore di rischio per l’HCC, ancor più se si è in presenza di infezione concomitanti con queste tipologie di virus. La cirrosi rappresenta un altro fattore di rischio per lo sviluppo di questo tumore.
Tivantinib ed il “pathway” del recettore MET
Tivantinib è un inibitore orale selettivo di MET, un recettore della tirosin –chinasi. Nelle cellule adulte sane questo recettore è presente a concentrazioni normali per supportare alcune naturali funzioni cellulari, mentre nelle cellule tumorali il recettore MET è costantemente e inappropriatamente attivato per ragioni ancora sconosciute. Quando è attivato in modo anomalo, MET è coinvolto in molteplici attività quali la proliferazione delle cellule tumorali, la sopravvivenza, l’angiogenesi (capacità del tumore di sviluppare nuovi vasi sanguigni) invasione e la metastatizzazione (la diffusione a distanza del tumore).
Attualmente tivantinib è in fase III e non stato ancora approvato in nessun Paese.
La partnership ArQule e Daiichi Sankyo
Nel 2008 ArQule e Daiichi Sankyo hanno siglato un accordo di co-sviluppo e commercializzazione di tivantinib (ARQ 197) negli Stati Uniti, in Europa, in Sud America e nel resto del mondo, ad eccezione di Giappone, Cina (compreso Hong Kong), Corea del Sud e Taiwan.









