Sotto l'albero meglio non mettere il torrone duro, se è in casa un bambino piccolo: con un morso troppo violento un dente potrebbe saltare, trasformando la pennichella dopo il pranzo di Natale in una corsa al pronto soccorso più vicino. I chili di troppo, i cibi troppo duri, le penne mordicchiate in cima, l'uscita per pattinare sul ghiaccio infatti sono una minaccia per i denti dei bambini:
La perdita di un dente in un bimbo può derivare anche da attività apparentemente innocue, come mordicchiare la punta delle penne o di altri oggetti dell'astuccio della scuola, o può accadere stando in casa se ci sono pavimenti bagnati e scale che facilitino le cadute; per non parlare delle spinte e delle gomitate fra amichetti, spesso causa di perdita di un dente, o della pratica di alcuni sport come l'equitazione, il calcio, la ginnastica artistica; sono attività “pericolose” anche andare in bicicletta, pattinare, usare lo skateboard o il monopattino. “Naturalmente non è pensabile impedire ai bambini di giocare o fare attività fisica: l'importante è usare caschi, paradenti e protezioni facciali in funzione del tipo di attività sportiva svolta ed educare i piccoli a riconoscere i rischi derivanti da comportamenti pericolosi per la propria e l'altrui sicurezza, come dare spinte o fare lo sgambetto – afferma Alessandra Majorana Ordinario di Odontoiatria Pediatrica all’ Universita’ di Brescia - Quindi, se il trauma si verifica, è fondamentale agire tempestivamente tranquillizzando il bambino, valutando l'entità del danno e recandosi subito a un pronto soccorso dove vi sia un servizio di odontoiatria o da uno specialista odontoiatra. È buona regola recuperare il dente e mantenerlo in un liquido come saliva, soluzione fisiologica o latte: in questo modo se viene reimpiantato entro un massimo di due-tre ore dal trauma, ci sono buone probabilità di guarigione” conclude Majorana. “Sappiamo infatti che se si arriva dal dentista entro questo lasso di tempo e si procede al reimpianto si possono risolvere tre casi su quattro, ma la percentuale scende a uno su due se il dente è stato tenuto all'asciutto” - commenta Laura Strohmenger, Ordinario di Odontoiatria pediatrica e Coordinatrice del Centro di Epidemiologia Orale e Odontoiatria di Comunita’ dell’OMS presso l’ Universita’ Statale di Milano. “Sarà comunque lo specialista a decidere, in base al tipo di dente (di latte o permanente) e del trauma se e come reimpiantare il dente: l'essenziale è far visitare il piccolo prima possibile, anche perché il medico può valutare se oltre al trauma dentale vi siano segni di lesioni o fratture al viso o alla testa che potrebbero sfuggire a una prima valutazione. Quindi, è altrettanto importante osservare scrupolosamente il programma di controlli a distanza successivi, fondamentali per assicurarsi che tutto proceda al meglio e per rassicurare il bambino sulla possibilità di recuperare completamente l'estetica del sorriso”.









