La conferenza stampa di Mister Zeman alla vigilia della partita di lunedì tra Roma e Torino.
Le dichiarazioni Baldini? Non ho nulla da aggiungere, sono contento che la Società mi dia fiducia e io ci credo come ci credono loro. Parole come quelle del Direttore Generale ci danno un stimolo in più.
DESTRO
Mattia sa che puntiamo tanto su di lui: sia io, sia la Società. Sono convinto che farà tanto per la Roma.
TORINO
Fuori casa gli uomini di Ventura hanno un ottimo rendimento: si vede che in trasferta sono molto attenti alla fase difensiva. Sta a noi cercare di smuoverli. Fino all’anno scorso ci ho giocato in B contro i granata: è rimasta su per giù la stessa squadra e ci vuole tanto lavoro e pazienza per riuscire a ottenere un buon risultato contro di loro. Che Roma voglio vedere? Undici giocatori che giocano a calcio, concentratti per novanta minuti. Chi giocherà regista? Lo vedrete domani.
PJANIC
Il ragazzo è venuto a chiedermi scusa e vuol dire che qualcosa durante il derby ha detto. Capisco il suo stato d’animo, perché è uno che vuole giocare. E, come capita a tutti, gli è scappato qualcosa.
CHIAREZZA
Non abbiamo le idee confuse: la Società mi ha sempre trattato allo stesso modo, dal primo giorno. Tra di noi abbiamo sempre parlato dei nostri obiettivi e del nostro lavoro, ogni volta con la stessa linea. Sappiamo quello che facciamo.
Spogliatoio spaccato? Lo dicono i media, ma non c’è mai stato un solo giocatore che è venuto a lamentarsi con me. De Rossi? Non è vero che ha espresso la volontà di giocare in altri ruoli: con me non lo ha mai fatto. La squadra, purtroppo, non è serena per la mancanza di risultati, ma i ragazzi – e lo si capisce anche dalle loro dichiarazioni – sono convinti di potercela fare.
BALZARETTI-DODO’
Ho provato loro due come esterni difensivi, spostando Federico a destra, semplicemente perché Piris ancora non era rientrato dall’impegno con la nazionale. Comunque potrebbe essere una soluzione valida.
OBIETTIVI
Io non sono ossessionato ai risultati. È normale che come allenatore voglio un certo tipo di calcio corredato dai risultati, che non sono arrivati finora. Tutti devono darsi degli obiettivi. Io ero convinto dal ritiro che questa squadra fosse competitiva. Purtroppo non lo abbiamo dimostrato facendo punti, ma dal punto di vista del gioco sì: in alcune partite ci siamo espressi molto bene. Continuo a dire che dobbiamo giocare per vincere ogni partita, senza temere nessuno.
RESPONSABILITA’
Nei momenti negativi io confermo la mia soddisfazione per la rosa che ho, anche se non arrivano i risultati sperati. I gol che abbiamo preso sono lo specchio del calcio. Spero che capiti anche a noi la possibilità di sfruttare gli errori dei nostri avversari.
IMPEGNO
La nostra è una squadra che lavora tanto, questo è indubbio. Abbiamo molti giovani in rosa. Sono contento che Castan sia andato in nazionale brasiliana, Tachtsidis in quella greca e Florenzi in quella italiana: queste sono grandi soddisfazioni per la Società e per la Squadra.
IN BILICO
Sono consapevole che quando mancano i risultati di solito le Società cambiano allenatore, ma il Club non ha mai dato l’idea di volersi sbarazzare di me.
LAMELA
Fino a ieri Erik era il capocannoniere del campionato. Non era abituato a fare tanti gol. È un giocatore molto valido tecnicamente e tatticamente. Può migliorare negli spostamenti senza palla, ma già così mi sta dando grosse soddisfazioni.
INTERNI
Il mio centrocampo deve avere un intenditore, un costruttore e un giocatore che sia una via di mezzo. Poi non tutte le squadre riescono ad avere un assortimento simile in rosa e si può giocare a calcio anche solo con tre giocatori tecnici, ovviamente, anche se in fase di contenimento si rischia molto.
PASSATO
Se l’anno scorso la mia squadra aveva un rendimento più costante? Non è vero: a Pescara abbiamo perso quattro partite di fila, ma abbiamo lavorato bene e siamo riusciti a vincere il campionato. Mi auguro che questa squadra possa esprimere i valori che ha e giocare un calcio utile al raggiungimento dei risultati. Abbiamo giocatori nuovi, che vengono da lontano e che devono ancora abituarsi. Zidane, Platini e Maradona al primo anno in Italia non hanno reso per quel che valevano. Poi si sono dimostrati dei fenomeni.
ERRORI
Chi lavora sbaglia, ma io quando faccio una cosa la porto avanti con convinzione. Non mi addebito errori grossi, ma sono comunque il responsabile della squadra. I risultati, poi, sono sempre una sorpresa nel calcio e a noi è successo diverse volte che abbiamo perso dopo il vantaggio iniziale.









