I pediatri si stanno preparando, anche i genitori bisogna che lo sappiano. Dopo l’epidemia di allergie respiratorie che ha caratterizzato i nostri bambini negli anni ’90, ora stabilizzata (ma ricordiamo che si è stabilizzata all’alto, ed ha cambiato definitivamente le cose in questa malattia: il 25% dei bambini italiani oggi ha un’allergia respiratoria) ecco arrivare la ‘seconda onda’.
Eccole: a. Allattare il più a lungo possibile: b. Introdurre i cibi solidi a 6 mesi e farlo mentre la mamma sta ancora allattando; c. Tenere alla larga i bambini da esposizioni troppo precoci di alimenti allergizzanti, ad esempio pesce frutta secca e kiwi, ma anche non insistere perché li inizino quando ormai non hanno più le braghe corte; d. Se il latte di mamma manca, sostituirlo con una formula speciale per la prevenzione dell’allergia e. Abbondare in vitamine ad azione antiossidante, quali quelle contenute nella frutta e nella verdura fresca 1 f. Usare miscele di probiotici per mantenere un ambiente intestinale immunologicamente sano: tuttavia sono poche quelle che davvero funzionano.
La nutrizione è davvero qui la chiave della prevenzione, ma attenti ai passi falsi: è facile cadere nel rischio di consigliare cose inutili e persino dannose. “Ad esempio - aggiunge Fiocchi- mentre sono in corso molti studi e nonostante l’argomento sia controverso, le miscele di prebiotici sono state aggiunte al latte per diversi motivi, inclusa la prevenzione delle allergie. Ecco ora fresca di stampa da Singapore la prima segnalazione di reazioni allergiche a questi prodotti. Si tratta di reazioni anafilattiche, il cui meccanismo non è ben chiarito ma sono ben documentate”. Pertanto, senza troppo facili entusiasmi, è il momento di tenere alta la guardia contro le allergie alimentari. Un bambino che non diventa allergico ad alimenti non intraprende la strada della ‘marcia allergica’ che lo porta verso l’asma. Allora attenzione a queste semplici norme! Ma non dimenticate che tutti gli sforzi sono inutili se qualcuno fuma in famiglia.









