Se il pesce è un miraggio, il parmigiano roba da ricchi, un filetto cibo da re, è possibile comunque portare in tavola la salute e non farsi mancare i nutrienti più importanti, anche spendendo poco. Lo sostengono i geriatri che, in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, a Milano dal 21 al 24 novembre, presenteranno la dieta “scaccia-crisi” per gli anziani.
Lo dimostra uno studio condotto su 60 anziani: ai partecipanti è stato dato uno schema alimentare che, pur conservando il giusto apporto di macro e micronutrienti, offrisse l'opportunità di rispettare un budget familiare contenuto; a tutti sono stati quindi misurati parametri come pressione, colesterolo, trigliceridi, glicemia oltre a peso, altezza e indice di massa corporea all'inizio dell'indagine e dopo sei mesi di “dieta sostenibile”. “I risultati mostrano che un regime alimentare poco costoso ma equilibrato può essere molto utile alla salute cardiovascolare degli anziani – riferisce Paolisso - La pressione si è ridotta in sei mesi di circa 1 mmHg, i trigliceridi sono scesi di circa 13 milligrammi/decilitro e la glicemia di 4,5 milligrammi/decilitro; è migliorato il rapporto fra colesterolo “buono” e “cattivo” e l'indice di massa corporea è sceso di circa un punto, da 27.8 a 26.6. Il tutto, peraltro, con un risparmio di circa 50 euro sulla spesa mensile precedente. Tutto ciò dimostra che una dieta sana, utile per la prevenzione cardiovascolare, è possibile anche in anziani che non abbiano a disposizione risorse finanziarie elevate. Si tratta peraltro di una versione “aggiornata ai tempi della crisi” della dieta mediterranea, che com'è noto riesce a preservare il DNA dagli errori correlati all'invecchiamento ed è quindi un”elisir di longevità”, visto che ad esempio sappiamo che protegge non solo dalle malattie cardiovascolari ma anche da tumori, diabete e altre patologie. Tutto ciò senza incidere troppo sulla spesa familiare”.
Il risultato è importante soprattutto perché purtroppo si stima che tuttora nel nostro Paese siano circa un milione gli anziani con carenze nutrizionali serie per colpa di un'alimentazione insufficiente o inadeguata. In media agli anziani mancano circa 300 calorie al giorno, in gran parte derivanti da proteine nobili come pesce o carne troppo cari per essere acquistati dai pensionati: sostituirle con quelle di più economici legumi, carni bianche, uova potrebbe tuttavia portare a un buon compromesso fra portafoglio e salute, stando ai geriatri. Che sottolineano come sia fondamentale evitare la malnutrizione, perché questa aumenta del 25 per cento il rischio di un ricovero in ospedale, oltre a far salire il pericolo di mortalità. “La malnutrizione purtroppo è una realtà soprattutto per chi viene ricoverato in ospedale e fra i pazienti delle case di riposo: in questi casi l'incidenza sale al 30-65 per cento – dice Paolisso - Il ricovero è infatti un momento molto delicato per l'anziano che si alimenta con difficoltà: uno su tre è a rischio malnutrizione, per uno su cinque la probabilità è molto elevata. Purtroppo una nutrizione carente incide in maniera molto negativa sullo stato di salute: oltre ad aumentare la durata dei ricoveri, la malnutrizione accresce il rischio di infezioni, piaghe da decubito, depressione, deterioramento cognitivo ed è associata a una maggior mortalità. Per questo è molto importante riconoscerla, e non solo al momento di un eventuale ricovero, così da intervenire modificando la dieta e adattandola alle esigenze e alle difficoltà dell'anziano: vivere soli, avere pochi mezzi economici, soffrire di disturbi orali o di malattie reumatiche o neurologiche accresce moltissimo la probabilità di malnutrizione. Occorre tenere conto di tutti questi fattori per poi prescrivere se necessario integratori o diete arricchite dei nutrienti di cui si è carenti: un passo fondamentale per garantire davvero la salute dell'anziano”, osserva Paolisso. “Per questo, la valutazione sistematica dell'alimentazione e di indicatori dello stato di nutrizione - per mezzo di questionari standardizzati, semplici misure antropometriche e pochi esami di laboratorio mirati - è di fondamentale importanza, tanto quanto misurare la pressione arteriosa o rilevare i tradizionali segni obiettivi, nella visita medica di un anziano in ambulatorio o in ospedale”, conclude Paolisso.









