É italiano il 50° paziente al mondo a beneficiare del sistema di protesi retinica messa a punto e prodotta da Second Sight, una tecnologia che consente di ristabilire la vista in pazienti resi ciechi dalla retinite pigmentosa, grazie a una stimolazione elettrica che agisce sulle cellule residue ancora funzionanti e induce percezioni visive negli individui ciechi.
La retinite pigmentosa è una rara malattia ereditaria che causa una progressiva degenerazione delle cellule della retina sensibili alla luce, a cui segue una significativa riduzione della visione fino alla completa cecità. Fino a oggi non esistevano trattamenti e la nuova tecnologia di protesi retinica introduce un’assoluta novità. Il sistema funziona convertendo le immagini catturate da una piccola telecamera, montata sugli occhiali indossati dal paziente, in una serie di piccoli impulsi elettrici, trasmessi con un sistema senza fili a una matrice di elettrodi sulla superfice della retina. Tali impulsi stimolano le cellule ancora funzionanti della retina, traducendo le immagini in una percezione di pattern luminosi da parte del cervello. I pazienti, quindi, imparano a interpretare questi pattern recuperando una certa funzionalità visiva.
Già in programma altri interventi a livello mondiale ed europeo. Subito dopo l’intervento a Pisa, il 51° impianto è stato realizzato dall’equipe del prof. Albert Augustin della Augenklinic di Karlsruhe in Germania, che ha commentato: “Questa è una grande opportunità: per la prima volta nella storia stiamo ristabilendo una funzione visiva in pazienti ciechi”. Concorda il dott. Gregoire Cosendai, Vice Presidente di Second Sight per l’Europa, che conclude: “La cooperazione tra ospedali di tutta Europa è stata davvero gratificante. I più eminenti oftalmologi sono ora consapevoli del beneficio significativo che il sistema di protesi retinica offre ai pazienti e stanno diventando proattivi nel proporre la terapia nelle loro cliniche. Assisteremo presto a nuovi interventi in altri Paesi, non solo in Europa”.









