Dopo le prime preoccupazioni espresse il 23 luglio scorso sulla spending review, GlaxoSmithKline sente il bisogno di unire ancora una volta la sua voce a quella della propria Associazione di categoria, Farmindustria.
“Si parla spesso di sostenibilità ma non di cosa significhi per un’impresa: significa condizioni certe in cui operare per un periodo di tempo sufficiente a creare infrastrutture, pagare i propri dipendenti, le tasse, fare ricerca e sviluppo, produrre, esportare e remunerare il capitale investito. - ha dichiarato Luc Debruyne, General manager della multinazionale per l’Italia – Siamo al terzo provvedimento in sei mesi che penalizza il settore farmaceutico, su cui pesa già il 40 per cento della riduzione del Fondo sanitario nazionale. Mentre si parla di misure per la crescita e per fare ripartire il Paese, chi investe in questo settore ne può trarre solo un grande segnale d’incertezza ad investire ancora, se non un palese invito ad uscirne o a ridurre la propria presenza industriale”.
In attesa dell’esame in Consiglio dei Ministri dell’ultimo provvedimento GlaxoSmithKline intende rivolgersi di nuovo ai Governatori regionali di Veneto ed Emilia Romagna, per sottolineare ancora una volta che nessuno si vuole sottrarre ai sacrifici necessari, anche se ineguali ma anche che in questa situazione non è certo possibile pensare che il farmaceutico italiano continui in Europa ad essere secondo solo alla Germania, come motore manifatturiero e dell’export.
"E' singolare che, malgrado la disponibilità manifestata, il nostro settore non sia coinvolto nella discussione - ha concluso Debruyne - visto che le misure per crescita e sostenibilità richiedono analisi ed ideazione collegiali che difficilmente possono essere il frutto dello studio, pur rigoroso, di una sola parte sociale. Per questo rinnovo la mia proposta di dialogare in modo rapido e costruttivo su questo tema cruciale per i Pazienti e per l'economia del Paese".









