"Non è sostenibile il clima di provvisorietà ed incertezza con il quale il settore farmaceutico è costretto a convivere nel nostro Paese". Lancia un grido di allarme, al Governo ed ai Ministeri della Salute e per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Antonelli, Presidente di MSD Italia e Chairman dello IAPG (Italian American Pharmaceutical Group), il gruppo che riunisce 16 aziende farmaceutiche a capitale americano operanti nel mercato italiano.
"Continuiamo - dichiara Antonelli - ad utilizzare lo strumento della decretazione su materie certamente essenziali, ma che non hanno più il requisito del carattere d'urgenza, senza un trasparente coinvolgimento e un costruttivo dialogo con il settore. Nei prossimi 120 giorni, il nostro settore rischia di essere impattato da tre pesanti misure: da un lato, una revisione del Prontuario Farmaceutico, in base a criteri non condivisi e con un livello di arbitrarietà presumibilmente elevato, che rischia di eliminare dalla rimborsabilità farmaci e terapie oggi a disposizione di milioni di pazienti italiani; dall'altro, due ulteriori riduzioni di prezzo, la cui entità è oggi assolutamente oscura, previste per i medicinali non più coperti da brevetto (già oggi inferiori del 12% rispetto alla media europea)."
"Gravissima - afferma Antonelli – è poi la norma che, di fatto, congela i tetti di spesa fissati dall'AIFA per determinati medicinali; tetti che colpiscono quasi sempre l'innovazione farmacologica e che sono funzione più di valutazioni micro-economiche che di reali evidenze epidemiologiche, quando esistono già sistemi, come il budget aziendale, in grado di garantire pienamente la sostenibilità del sistema." "Parimenti penalizzante – prosegue Antonelli – è la misura che consentirebbe di utilizzare i medicinali per indicazioni non approvate anche nei casi in cui un prodotto con quelle indicazioni esistesse, ma il suo prezzo fosse ritenuto troppo oneroso per il SSN: una misura che mina principi fondamentali sotto il profilo della disciplina concorrenziale, ma anche della titolarità e responsabilità delle decisioni. Chi si assumerebbe la responsabilità per eventuali effetti collaterali o reazioni avverse causate da un farmaco somministrato per un'indicazione terapeutica non approvata?". E poi, cosa vuol dire troppo oneroso quando il prezzo di un farmaco - già oggi inferiore del 25- 30% rispetto all'Europa - non è liberamente fissato dalle aziende, ma è negoziato con l'AIFA?" "Il Decreto - prosegue ancora Antonelli - contiene anche qualche norma positiva come quella per la tutela brevettuale (che sancisce, peraltro, dei diritti incontestabili) nata da un costruttivo dialogo avviato con i Ministeri della Salute, dello Sviluppo Economico ed il Governo. L’effetto positivo di queste norme verrà, però, nettamente sovrastato dagli impatti negativi delle altre misure contenute nel Decreto". "Sui giornali - conclude Antonelli - si è molto discusso su tasse per le 'bollicine' o sui giochi d'azzardo, ma qui sta passando inosservato il rischio, assolutamente concreto, di smantellare un settore industriale strategico per l'Italia, con 25 miliardi di produzione annua (secondo Paese in Europa dopo la Germania), un export pari al 61%, 2,4 miliardi di Euro all'anno di investimenti e 65.000 dipendenti altamente qualificati (dei quali 6.000 ricercatori). E' per questo che auspichiamo un sostegno tangibile e concreto da parte di tutte le Istituzioni e, in primis, dal Ministero per lo Sviluppo Economico".









