Un risultato positivo merito di un gruppo di professionisti appassionato, che sfrutta la tecnologia per garantire un rapporto continuativo tra gli ostetrici e le gestanti grazie ad un'attiva pagina Facebook,"Nascero' al Cristo Re", divenuta una sorta di blog per le donne in dolce attesa. Uno spazio gestito proprio dal team ostetrico dell'ospedale di via delle Calasanziane che "insegue" le mamme anche via sms, ricordando loro scadenze ed esami. Ma la forza del reparto materno infantile e' la cura e l'informazione garantite alle pazienti, invitate a partecipare, assieme ai futuri papa', ai CAN- i Corsi di accompagnamento al parto, 8 appuntamenti serali che prevedono un percorso informativo e pratico sul parto attivo e approfondimenti sulla vocalizzazione nella fase del travaglio. “La vocalizzazione è la forma primordiale analgesica per buttare fuori il dolore dal proprio corpo, per affidarsi a se stessi, alle proprie risorse – spiega Maurizio Gnazzi, Ostetrico presso l'Ospedale- Non a caso il motto sul quale puntiamo è “mi fido e non mi affido” e per tranquillizzare le partorienti garantiamo loro massima libertà, anche di movimento, praticando e in alcuni casi consigliando il parto nelle varie posizioni”, carponi, accovacciata, in piedi, nella fase espulsiva. "Sono posizioni queste - spiega l'esperto- che aiutano a spingere e aiutare il processo della nascita del proprio figlio. Il controllo è continuo ma lasciamo libera di scegliere la paziente, rispettando i protocolli in uso nel nostro reparto e puntando sull’umanizzazione sempre, il primo valore nel rispetto della donna e della vita che sta per partorire".
Il Cristo Re infatti, che si distingue nel panorama regionale per il tasso di tagli cesarei, addirittura tra i piu' bassi del Paese (31%, dato stabile negli ultimi 10 anni Vs una media nazionale del 45%), dal 2000 ha standardizzato protocolli interni "umanizzati" che fissano la buona prassi e che partono dalla formalizzazione di un percorso informativo e pratico offerto alle coppie. Proprio la nascita dei protocolli interni alla struttura ha fatto registrare un aumento significativo del numero dei parti: "festeggiammo il millesimo dopo meno di un anno - sottolinea Carlo Piscicelli, medico ostetrico - e una volta sfiorati i 1500 decidemmo di non pubblicizzare più l’iniziativa, frenammo un po’ l’entusiasmo per continuare a garantire l’efficienza e la sicurezza alle nostre pazienti, a parità di risorse".
"Direi che aver stabilizzato il numero dei cesarei è un risultato che abbiamo perseguito anche senza cercarlo- continua Piscicelli che ne imputa ai CAN gran parte del merito - Lavoriamo con amore su un settore non clinico che non prevede risorse di tipo economico ma solo formazione del personale, trasmesso alle donne anche attraverso i CAN, vogliamo creare un rapporto privilegiato con la paziente che deve ricevere risposte ad ogni domanda, sentirsi accudita. Solo così si predispone all'ascolto. Le donne si sentono più tranquille, sostenute anche da un’equipe di psicologi ove necessario e capita che chi aveva optato per un cesareo si ‘converta’ poi al naturale dopo essere stata adeguatamente seguita e informata".
"Le donne non richiedono questo tipo di pratica se non informate”, commenta Maurizio Gnazzi, perché nell’immaginario comune il parto naturale dopo un cesareo non è possibile, è 'meglio di no', ma non e' sempre cosi'. “Dai primi anni'90 la struttra offre la possibilità del Vbac, accolta da molte delle nostre pazienti”, sottolinea. A conferma, sulle 39 richieste di parto naturale dopo cesareo, da inizio anno, solo in 3 casi si e' optato alla fine per il taglio cesareo.
L’entusiasmo di Gnazzi rispecchia la motivazione di un'equipe di ostetriche che si dedicano con passione alle future mamme: "aumentando la loro consapevolezza rallentiamo l’ansia che sale nell’ultima fase, quella del distacco", continua Iolanda Valguarnera, Ostetrica. Come si comportano i papà? “Sono bravissimi, direi che il 98% di loro partecipa agli incontri, spesso motivando la futura mamma che sul finale è pò stanchino, spesso impaurita. Tutti assistono al momento del parto, - continua- quelli un po’ dubbiosi alla fine si convincono sempre perché non possono perdersi un momento simile che tra l'altro offre loro la possibilità di essere sostegno importante per la propria compagna". Il reparto materno infantile è un via vai di mamme che trascorrono parte della giornata qui, anche prima del ricovero. "Così conoscono altre donne, si confrontano, discutono i problemi e le paure che le accomunano", dice Valguarnera, che assieme alla squadra ostetrica- ginecologica lavora al progetto di un "passaporto per la gravidanza" sul modello inglese e americano", conclude.
I CAN ripartono, presso il Cristo Re, lunedì 3 settembre alle ore 17.30. Tutte le informazioni per partecipare sulla pagina Facebook “Nascerò al Cristo Re http://www.facebook.com/#!/groups/maurizio.gnazzi/









