Oltre 25.000 scienziati, politici, attivisti e star si ritrovano a Washington da oggi fino al 27 luglio per la XIX Conferenza internazionale Aids. Un evento che si presenta di portata storica: per la prima volta la scienza ha fornito armi potenzialmente in grado di porre fine alla epidemia di Aids nel mondo. Serve l'impegno e servono i finanziamenti, che in questo momento sono invece alquanto scarsi. Riuscirà la conferenza a sciogliere questo nodo?
“Mentre i politici e i media in Europa e soprattutto in Italia sembrano essersi dimenticati dell'Hiv, 'noi dell'Aids' siamo ancora impegnati per porre fine a questa epidemia – spiega Fiore Crespi, presidente Anlaids– La conferenza di Washington rappresenta quindi un momento cruciale per poter ricordare a tutti che non possiamo perdere l'occasione per infliggere all'Hiv uno stop definitivo: anche se questo richiederà impegno, sacrifici e la massima chiarezza nella comunicazione,lo dobbiamo a noi stessi e alle generazioni future”.
Come spesso accade per queste conferenze degli “anni pari” quelle cioè particolarmente incentrate sugli aspetti politici e sociali con il coinvolgimento della community, il programma è illuminato dalla presenza di numerosi personaggi pubblici: a Washington parleranno l'ex presidente e fondatore della William J. Clinton Foundation Bill Clinton, sua moglie Hillary Rodham Clinton, attuale segretario di Stato USA, e la ex first lady Laura Bush. Ci sarà Bill Gates che con la sua fondazione è uno dei maggiori finanziatori dell'accesso alle terapie nel mondo, il cantante Elton John, anch'egli impegnato con una propria fondazione in questo campo, e l'attrice Whoopi Goldberg.
È la prima volta dopo 22 anni che gli USA ospitano la conferenza: fino a poco tempo fa, il bando che proibiva l'ingresso nel paese alle persone con Hiv, recentemente rimosso dal presidente Obama, ha costituito un impedimento insormontabile. Gli attivisti statunitensi, tra i più impegnati e agguerriti nel mondo, hanno annunciato nei giorni della conferenza manifestazioni e iniziative spettacolari, come quella dell'Aids Memorial Quilt, una coperta di oltre 120.000 metri quadri composta da circa 48.000 pannelli ciascuno dedicato a una persona morta di Aids.









