Centocinquantanove giovani ricercatori, tecnici, dottorandi impegnati nello sviluppo dei progetti, 10 brevetti (nazionali e internazionali), avvio di 6 laboratori di ricerca e sviluppo, 2 impianti pilota, 6 software innovativi, realizzazione di più di 30 prototipi e risultati applicativi, più di 150 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e nazionali, organizzazione di convegni e workshop nazionali e internazionali.
QUARTO ANNO DI LAVORO - Li ha presentati il sottosegretario del presidente della Regione Lombardia con delega all'Università e Ricerca Alberto Cavalli durante l'incontro con la vice presidente del Cnr Maria Cristina Messa e il consigliere del Cnr Vico Valassi. "A conclusione del quarto anno di lavoro, l'andamento delle attività è in linea con quanto previsto e si attesta in media all'85% in termini di avanzamento" ha commentato Cavalli. Lo stato di avanzamento lavori registra un incremento dell'impiego di ricercatori rispetto a quanto a suo tempo previsto per la realizzazione dei quattro progetti dell'Accordo. Le iniziative ad altissimo contenuto tecnologico e innovativo riguardano le 'Nuove tecnologie e strumenti per l'efficienza energetica e l'utilizzo delle fonti rinnovabili negli usi finali civili', le 'Risorse biologiche e tecnologie innovative per lo sviluppo sostenibile del sistema agroalimentare', i 'Processi high tech e prodotti orientati al consumatore per la competitività del manifatturiero lombardo' e le 'Nanoscienze per materiali e applicazioni biomedicali'.
STOP A FUGA CERVELLI - "L'Accordo Quadro tra Regione Lombardia e Cnr - ha commentato Cavalli - ha prodotto e sta producendo risultati importanti: con i contratti di ricerca avviati abbiamo dato risposta concreta a uno dei fattori di fragilità della ricerca italiana, la precarietà, consentendo ai giovani ricercatori di poter lavorare per un periodo sufficientemente lungo e adatto alla loro crescita professionale, dando una concreta risposta al problema della 'fuga dei cervelli'". "Questa iniziativa - ha continuato Cavalli - si riconferma un vero e proprio case study, un modello di accordo tra regioni e strutture pubbliche di ricerca, con l'obiettivo di favorire la massima valorizzazione dei risultati scientifici raggiunti e la trasformazione in innovazioni tecnologiche da parte di imprese high tech che rappresentano uno dei punti di forza del sistema lombardo".









