La vicenda del piccolo Mario, affidato alla Culla della Vita della Clinica Mangiagalli di Milano, ripropone in modo urgente il problema dell’abbandono neonatale e induce necessariamente ad una riflessione non solo di ordine etico e giuridico, ma anche medico.
Dal punto di vista della SIN Società Italiana di Neonatologia, si tratta di un problema estremamente importante che spesso trascende l’età neonatale e sconfina nell’età pediatrica e il cui confine dall’infanticidio è spesso assai sottile e difficilmente demarcato.
È una parte dell’assistenza neonatale che i Neonatologi italiani ben conoscono e di cui la “ruota degli esposti” rappresenta un aspetto marginale seppure di sicuro impatto sulla popolazione. La possibilità di partorire in Ospedale e avere la opportunità di non riconoscere il proprio figlio che verrà immediatamente avviato ad un percorso di adozione (progetto “Madre Segreta”), consente ogni anno a decine di donne in difficoltà di portare a termine la propria gravidanza e di garantire una vita adeguata al proprio piccolo, evitando decisioni pericolose per la vita di entrambi.
La approvazione della legge che consente tale opzione è stato un sicuro passo avanti della società civile italiana e dovrebbe essere promossa con maggiore enfasi ed incisività. Ma il problema è più ampio e si articola nella prevenzione della depressione postpartum, malattia strisciante, spesso di difficile diagnosi e che è il presupposto ai tristissimi casi di infanticidio. Ostetrici e Neonatologi sono impegnati in questa difficile battaglia attraverso il programma di assistenza domiciliare alla donna immediatamente dopo il parto, e il supporto di personale sanitario alle neo-mamme sembra essere il rimedio più efficace nel riconoscere e prevenire le situazioni di pericolo.
La ruota degli esposti, Madre Segreta e l’assistenza domiciliare alle puerpere sono l’arma che la SIN Società Italiana di Neonatologia incoraggia ad utilizzare per risolvere questa piaga che ancora affligge il 3° millennio. Tre importanti risorse per garantire, come avvenuto fortunatamente per il piccolo Mario, un futuro alle piccole vite nate in situazioni di disagio.









