La SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) si conferma contraria alla distribuzione dei medicinali innovativi ad alto costo, come i farmaci biologici o antitumorali, da parte delle farmacie di comunità e ribadisce il ruolo di tutela nel corretto utilizzo, svolto dai farmacisti che operano negli ospedali e nelle aziende sanitarie.
“Ciò - continua la dott.ssa Maria Grazia Cattaneo, Vice Presidente SIFO - richiede un progetto sistemico di corretta gestione dei farmaci, secondo procedure definite, dalla fase di prescrizione alla somministrazione al paziente, presidiando le fasi a rischio, nel rispetto dei bisogni e con attività di monitoraggio circa la sicurezza e l’efficacia delle terapie”. “Solo professionisti altamente qualificati e specializzati possono gestire i farmaci innovativi ad alto costo – sottolinea il dott. Arturo Cavaliere, referente nazionale SIFO presso FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) e Federfarma – la distribuzione in convenzione da parte degli esercizi privati, inoltre, creerebbe un aumento della spesa. Le farmacie aperte al pubblico si farebbero pagare dalla Regione una percentuale sul prezzo di cessione del farmaco per un servizio già erogato, a iso risorse, da Farmacisti Ospedalieri e delle ASL altamente qualificati. Solo i farmacisti delle aziende sanitarie locali e sanitarie possono garantire un monitoraggio capillare dei costi e dell’appropriatezza prescrittiva. In diverse Regioni, come ad es. nel Lazio, è utilizzata già da tempo una piattaforma informatica che permette di controllare tempestivamente e puntualmente l’appropriatezza e il monitoraggio dei costi mediante il binomio medico prescrittore/farmacista ospedaliero. I dati di consumo di questi medicinali sono comunicati, contestualmente all’erogazione del farmaco, dal farmacista ospedaliero alla Regione, mediante apposito software”.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’AIFA la spesa per i farmaci ospedalieri ha raggiunto quota 3.780,6 milioni di euro, portando la sua incidenza sul Fondo sanitario nazionale al 3,6% e un disavanzo assoluto di circa 1.230 milioni. “I risultati del progetto pilota del Ministero della Salute condotto dalla SIFO e svolto nei Dipartimenti di Oncologia ed Ematologia di 5 ospedali italiani ha dimostrato che il farmacista di reparto, che affianca il medico in corsia, permette di risparmiare quasi 250mila euro ogni anno con un controllo costante delle scorte di medicinali. Dove questa nuova figura professionale è presente, la gestione dei farmaci e dispositivi è sotto controllo. Per questo è importante che tutte le Aziende Sanitarie promuovano l’implementazione del farmacista di reparto”. La SIFO chiede al Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi, di far parte del tavolo tecnico del Dicastero, che dovrebbe definire un nuovo sistema di remunerazione delle farmacie convenzionate.









