L’Italia dovrà attrezzarsi in fretta non solo per i giovani, ma anche per essere ‘un paese per vecchi’. L’aumento degli anziani nella società, sempre di più ma anche sempre più in salute, deve essere programmato immediatamente. Le risorse, le idee, le iniziative non mancano. 'Italia Longeva' vuole fare sistema in questo settore ed offrire soluzioni per il futuro.
Come nasce Italia Longeva e chi sono i fondatori?
Italia Longeva nasce su iniziativa del prof. Ferruccio Fazio all’epoca in cui era Ministro della Salute. Proprio durante la sua esperienza di governo identificò l’invecchiamento come una delle ‘zone d’ombra’ della sanità del nostro Paese. L’Italia, infatti, nonostante vanti il primato – insieme al Giappone – di avere il più alto indice di popolazione anziana (21% di ultrasessantacinquenni), non ha alcun riferimento istituzionale che si occupi delle problematiche sanitarie connesse all’invecchiamento e alla longevità. Questo a partire dall’assenza di adeguati modelli organizzativi che non possono più essere solo ‘ospedalocentrici’, fino a tutto ciò che promuove un invecchiamento in salute, con conseguenti sensibili benefici sia sulla spesa pubblica sia sulla creazione di prodotti, manufatti, servizi e alimenti esportabili nelle aree del mondo occidentale interessate dal medesimo problema. Al Ministero si affianca il supporto della Regione Marche, il cui governatore Gian Mario Spacca ne ha condiviso, fin dall’inizio, intenti ed obiettivi, e l’I.N.R.C.A. (Istituto Nazionale Ricerca e Cura Anziani), l’unico Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) dedicato all’anziano che ha sede proprio sul territorio marchigiano, la cui vocazione industriale è incentrata nell’ambito dell’alta tecnologia e della domotica ed è dunque in grado di garantire efficaci ed intelligenti soluzioni per un invecchiamento di maggior qualità. Un impegno dunque esteso su tutti i fronti, i cui principi e la cui filosofia sono contenuti nello Statuto di Italia Longeva.
È possibile oggi fare una distinzione tra invecchiamento e longevità?
Non esiste una discriminante che qualifichi l’invecchiamento, se non il fatto che parte della popolazione invecchia bene, riuscendo a mantenere una buona qualità di vita, contro una popolazione, più marginale, che si ritrova precocemente e malamente anziana.
Come possiamo descrivere la situazione demografica?
Con un dato su tutti: sette città italiane rientrano fra le prime 10 città di Europa con il maggior numero di ultra 75enni. Gli indici demografici confermano, a partire dagli anni 60/70, una elevata tendenza alla longevità con l’aumento continuativo di aspettativa di vita di 4 mesi l’anno. Questo ha fatto sì che la composizione della famiglia media italiana – come confermano anche recenti stime Istat – sia costituita oggi da un figlio, un padre e una madre, quattro nonni e due bisnonne. Nuclei familiari dunque sempre più ‘maturi’ e numerosi, specie al Nord, favoriti da una compressione delle malattie, da un miglioramento delle cure e dalla riduzione di disabilità, che oggi colpisce meno del 10% dei 75enni. Sono dunque in aumento gli over 70 che godono di buona salute e una popolazione che, più si va verso la longevità, più è a prevalenza femminile, con una donna su 3 che muore oltre i 90 anni.
La qualità dell’invecchiamento potrebbe o potrà essere migliorata anche dalla tecnologia?
Senza dubbio. L’impegno a migliorare la qualità di vita dell’anziano è un fatto di cultura. A partire dalla quotidianità e dalle piccole cose, con la progettazione, ad esempio, di nuove case con attrezzature a misura di anziano: assenza di gradini, porte larghe che consentano l’accesso anche alle carrozzelle, maniglie di sicurezza nelle toilette e nella vasca da bagno. Dal punto di vista sanitario, sarebbe opportuno promuovere la telemedicina, che tarda a decollare, mentre oggi esibisce una serie di prodotti e tecnologie che aiutano – a basso costo – a garantire la permanenza dell’anziano a casa. E poi con la semplificazione della tecnologia, che contribuirebbe a migliorare la quotidianità dell’anziano, rendendolo maggiormente partecipe alla vita pratica e di relazione.
Quali le strategie per arrivare dopo i 70 anni senza eccedere con i farmaci?
L’esercizio fisico, cominciato in giovane età e proseguito per tutta la vita, è la ricetta migliore per raggiungere gli anni d’argento in salute. Restano valide le raccomandazione di uno stile di vita sano che preveda l’abolizione di fumo, di eccesso di alcool ed una maggior attenzione particolare alla dieta. Da bandire sono invece tutti i cosiddetti ‘elisir di lunga vita’, dai fattori di crescita (growth factor), alla melatonina, e ogni farmaco con componenti ormonali, spacciate come anti-aging. Infine, un aiuto preziosissimo per l’anziano è l’utilizzo intelligente della sanità, riscoprendo la figura del geriatra, quale referente per garantire un invecchiamento nel rispetto dell’integrità fisica e di partecipazione alla vita.









