“E’ giusto che non si operino le minorenni per ingrandire loro il seno ma la decisione di non farlo non dovrebbe essere imposta da una legge ma rimandata al chirurgo plastico, estetico e ricostruttivo che grazie alla sua professionalità può prendere la decisione migliore.
Giulio Basoccu, Chirurgo Estetico, responsabile della Divisione di Chirurgia Plastica e Estetica e Ricostruttiva dell’INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano, accetta la legge nel suo principio ma come medico si sente colpito.
“Le teen agers sono alle prese con un’età di cambiamenti e di insicurezze, in cui è più facile farsi trascinare da stereotipi di corpi perfetti e in cui le aspettative che si ripongono nel bisturi sono elevate, quasi fosse una bacchetta magica - dice Basoccu - Prima dei 20 anni, può esserci ancora una certa inconsapevolezza delle proprie azioni, che può, per esempio, tradursi in un pentimento successivo all’intervento e in un peggioramento del proprio stato d’animo quando si scopre che la chirurgia plastica non è la soluzione a tutti i problemi della vita. Biologicamente i tessuti e gli organi tendono a crescere fino a circa 17-18 anni nelle ragazze e 20-21 anni nei ragazzi. Questo significa che prima di queste età un intervento di chirurgia plastica è spesso del tutto inutile e quindi rappresenta un rischio superfluo perché, anche se la chirurgia è sempre più sicura, i rischi non sono mai del tutto assenti. Ma il chirurgo estetico serio questo lo sa e nella categoria la maggior parte dei medici fino ad oggi ha sempre detto no ad una minorenne che voleva ingrandire il seno, senza imposizioni legislative”.









