Costruire un “ponte” necessario a traghettare la ricerca di livello preclinico, qual è quella raggiunta dai progetti finanziati da FFC Onlus, al letto del malato. E’ questo uno degli obiettivi del protocollo d’intesa che FFC Onlus sottoscritto con GlaxoSmithKline, una delle più importanti industrie farmaceutiche a livello mondiale.
“La Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica opera da 15 anni per raccogliere il meglio delle intelligenze e competenze degli istituti di ricerca italiani, integrate con quelle di alcuni istituti stranieri, per orientarle a progetti rivolti a trovare cure innovative per i malati di fibrosi cistica. – sottolinea il prof. Gianni Mastella, Direttore Scientifico della Fondazione - Gli oltre 190 progetti, rigorosamente selezionati da esperti internazionali e finanziati dalla Fondazione negli ultimi 10 anni, hanno prodotto importanti conoscenze e identificato molecole di significativa potenzialità terapeutica. Queste molecole attendono ora di poter essere sviluppate in farmaci da sperimentare nel malato. Questo è un passaggio che richiede ingenti mezzi e nuove risorse economiche che le charities non possono sostenere da sole. E’ la ragione per cui è nata questa partnership con un’azienda farmaceutica di grande prestigio, GlaxoSmithKline: insieme cercheremo di coniugare gli interessi scientifici e terapeutici della Fondazione con quelli aziendali di GSK”.
“La ricerca di GlaxoSmithKline (GSK) – afferma il Direttore Medico Scientifico, Giuseppe Recchia - è da anni impegnata a trovare soluzioni per i pazienti con malattie orfane di terapia. Tra il 1983 e il marzo 2010, abbiamo registrato il maggior numero di farmaci orfani, 14 in totale, e lo scorso anno tutti i nuovi farmaci immessi in commercio in Italia hanno ricevuto la designazione di Orphan Drugs dalla Commissione Europea. GSK ha avviato in Italia una nuova fase della propria attività di ricerca e sviluppo per la scoperta di farmaci innovativi, basata sulla collaborazione con l’Università, le piccole imprese, le Fondazioni no profit che alimentano il sistema della ricerca. La Convenzione con Fondazione Fibrosi Cistica che viene firmata oggi è una pietra miliare di questo nuovo modello, avviato un anno e mezzo fa con l’Accordo con Telethon, grazie al quale abbiamo acquisito – primi nel mondo – la licenza per sviluppare 7 nuovi composti di terapia genica”.
Il protocollo è un passo importante verso quell’obiettivo che la FFC Onlus aveva sin dal momento della sua Fondazione, nel 1997: trovare una cura a quella che è la malattia genetica grave più diffusa ancora orfana di ricerca; una malattia molto complessa, caratterizzata da un gran numero di mutazioni del gene che la causa (ad oggi se ne contano ben 1900). Un traguardo che era ben presente nelle parole degli imprenditori Vittoriano Faganelli e Matteo Marzotto, che insieme al prof. Gianni Mastella sono i fondatori della charity. “Il nostro obiettivo – sosteneva il vicepresidente Matteo Marzotto, che a causa della fibrosi cistica ha perso la sorella Annalisa - è passare quanto prima dal laboratorio al letto del malato. Forse è una sfida da visionari, ma ce la stiamo mettendo tutta per incentivare progetti dal forte quoziente innovativo”. Concetti condivisi dal Presidente della Onlus, Vittoriano Faganelli, che ha perso due dei suoi tre figli: “Ogni anno nascono duecento bambini affetti da fibrosi cistica che hanno ereditato la malattia da due genitori portatori sani del gene FC mutato. In Italia questi ultimi sono ben due milioni e mezzo, buona parte dei quali ignari d’esserlo. Numeri che non si possono sottovalutare, per il bene della collettività”.









