Duro il giudizio del Sindacato dei Medici Italiani (Smi) rispetto ai provvedimenti presi contro i medici nei casi di malasanità riscontrati nei Pronto soccorsi degli ospedali romani. Per i massimi dirigenti dello Smi, il presidente Giuseppe Del Barone e il segretario Salvo Calì, gli episodi balzati all’attenzione dei principali mezzi di informazione nazionale sono la conseguenza di «un decennio di politiche sbagliate sull’organizzazione dei servizi sanitari, di tagli scriteriati, di mancate riforme. I medici da anni denunciano tutto ciò pubblicamente, non ne sono i responsabili, ma le vittime, insieme ai cittadini».
«Non solo – aggiunge Del Barone – riteniamo che sia un ulteriore errore insistere con soluzioni emergenziali come quella proposta dal ministro Balduzzi, che crede di risolvere il problema dei codici bianchi e verdi, scaricando il peso sui medici di famiglia con l’apertura degli studi 12 ore al giorno. Ma il ministro forse non ha ben chiaro come funziona l’assistenza primaria nel nostro Paese: non è pensabile e neppure attuabile che un medico di base possa diventare il terminale delle emergenze e che lavori ininterrottamente per 12 ore al giorno, visto che non sarà così semplice trovare un medico da affiancare al titolare nel suo ambulatorio. Prima dell’h12 è necessario riorganizzare le cure primarie, come chiediamo da anni, inascoltati. Il ministro ricominci a parlare con i medici».
«Non solo – continua Calì – bisogna razionalizzare e aumentare i posti letto, anche prevedendo la riconversione dei piccoli ospedali, finirla con la dittatura dei DRG e di una visione ragionieristica dell’offerta dei servizi sanitari. A forza di tagliare, di giocare al risparmio, di rinviare il momento delle riforme, eccoci con i Pronto Soccorso presi d’assalto dai cittadini, che finiscono con le barelle per terra, le corsie al collasso, i corridoi intasati, e i medici, falcidiati dal blocco del turn over e dai contratti precari, al limite di una crisi di nervi tutti i giorni. E in più spesso sanzionati, nonostante siano stati i primi a denunciare questa situazione drammatica. Le sanzioni si dovrebbero fare ai ritardi della Politica e al regionalismo esasperato di questo Paese».










