“La disoccupazione e la separazione dalla famiglia sono un mix esplosivo che può portare a commettere gesti estremi, come uccidere anche la propria figlia e suicidarsi”.
“Mai abbassare la guardia sui nostri cari in precarietà economica. Se poi alla perdita del lavoro si aggiunge anche una realtà familiare difficile come la separazione l’attenzione deve salire - sottolinea - Chi si trova in questa situazione ha la sensazione di non avere più nulla, di aver combattuto, lottato per raggiungere delle mete di sicurezza, sia economica sia affettiva, che svaniscono annullando gli sforzi, le speranze. Il senso di vuoto, d'inutilità che potrebbe impadronirsi del soggetto può portare anche a gesti estremamente distruttivi. I campanelli di allarme sono crisi di ansia, grave irascibilità, sensazioni persecutorie, attacchi di panico e depressione. Disturbi chepossono peggiorare e diventare gravi patologie psicologiche”.
“E’ necessario prevenire – dice la psicoterapeuta – consigliate ad un vostro parente rimasto senza lavoro o sta vivendo una separazione di incontrare uno psicologo. Chiedere aiuto non significa essere deboli, ma semplicemente consapevoli. Diventiamo consapevoli per riorganizzare le nostre energie e combattere”.










