Malati, medici e infermieri valuteranno punti di forza e debolezze dell’assistenza ospedaliera per le persone colpite da sclerosi multipla. Si chiama “Audit Civico” il progetto che verrà realizzato nei prossimi mesi da Cittadinanzattiva Lazio, con il supporto di Biogen Idec, in sei tra i principali centri Sclerosi Multipla della Regione: le aziende ospedaliere San Camillo-Forlanini (che ricoprirà il ruolo di capofila) e San Filippo Neri, i Policlinici Gemelli, Umberto I, Tor Vergata e Sant’Andrea.
“Scopo di questo progetto pilota – conclude il segretario – è anche la creazione di una rete di confronto tra i sei principali Centri regionali”. Sono 5.600 i pazienti affetti da Sclerosi Multipla nel Lazio, seconda regione più colpita dopo la Lombardia, e circa 61.000 in Italia, con un’età media tra i 20 ed i 40 anni. Si tratta di una malattia neurodegenerativa progressivamente invalidante che riguarda la fascia più giovane e produttiva della popolazione, con importanti conseguenze sul piano fisico e psicologico, sulla vita familiare, lavorativa e sociale. “Al Centro Sclerosi Multipla del San Camillo si effettuano più di 2 mila visite neurologiche l’anno - precisa Aldo Morrone, direttore generale dell’azienda ospedaliera - con un servizio di day hospital, day service (dal lunedì al sabato) e attività ambulatoriale (dal lunedì al giovedì)”. “L’ospedale garantisce inoltre 60-70 accessi mensili alla risonanza magnetica”. “Sin dal 2007 il nostro Centro – aggiunge Morrone - ha implementato uno specifico Percorso Diagnostico- Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per i pazienti affetti da questa patologia, con l’obiettivo di aumentare la qualità dell’assistenza, ma anche di ottimizzare l’uso delle risorse”. “Sono ora maturi i tempi – conclude il direttore generale del San Camillo-Forlanini - per condividere questo modello a livello interaziendale, creando un network con gli altri Centri del territorio”. “La Sclerosi Multipla è una patologia complessa e variabile che richiede l’intervento di un team multidisciplinare - aggiunge Simonetta Galgani, responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini –. Il PDTA rappresenta un valido strumento per la presa in carico del paziente con il coinvolgimento dei suoi familiari, nella definizione di un appropriato percorso terapeutico-assistenziale”.









