L’infinitamente piccolo offrirà presto alla medicina riscontri infinitamente grandi. Ne sono convinti i 400 revisori stranieri - e 24 membri del Comitato tecnico scientifico AIRC, che hanno selezionato i programmi afferenti al secondo bando del 5 per mille.
IL PROGETTO
Il progetto, finanziato con 5 milioni di euro per i prossimi 3 anni – rinnovabile con altri 3 per i successivi 24 mesi – mira allo sviluppo di dispositivi capaci di identificare con semplicità, anche a domicilio, l’andamento dei marcatori tumorali presenti in concentrazioni molto basse, partendo da volumi incredibilmente piccoli di sangue. Frutto della collaborazione con Giacinto Scoles, fisico di fama internazionale*, il progetto spazia anche all’ambito terapeutico con la messa a punto di «un sistema in grado di monitorare la concentrazione dei farmaci nel sangue dei pazienti per seguire in tempo reale gli effetti collaterali di una cura sia essa classica (chemioterapia) o intelligente (anticorpi monoclonali, terapie mirate al bersaglio molecolare). Diagnosi e cura delle malattie – spiega Toffoli – richiedono un approccio sempre più Patient oriented, soprattutto nell’oncologia. Per il conseguimento di questi obiettivi, oggi, si utilizzano apparecchiature cos tose che obbligano i pazienti a spostarsi in centri specializzati». Ma…
RISVOLTI PRATICI: IL POINT OF CARE, FUTURO DELLA DIAGNOSTICA
…ma il futuro della diagnostica oncologica sarà appunto il Point of care, dispositivi portatili e miniaturizzati in grado di determinare il monitoraggio di biomarcatori tumorali in modo semplice e pratico direttamente a casa del paziente, analogamente a quanto avviene nella diagnostica di molte malattie metaboliche come il diabete, dove è possibile monitorare i livelli di glicemia nei pazienti senza l’ausilio del medico.
LE RICADUTE PER LA LOCAL COMMUNITY
Il progetto che nasce al CRO offrirà riscontri non solo e primariamente in campo medico, ma anche di positive ricadute per la comunità che lo ospita. «La nanomedicina è una delle vie più stimolanti e promettenti della ricerca: ci aiuterà a portare le scoperte del laboratorio sino al letto del paziente – sono le parole di Toffoli, che all’Istituto si occupa di medicina traslazionale – ed offrirà, parimenti, nuove e concrete possibilità di sviluppo industriale nella nostra area geografica. Quali? In primis dell’ottima assistenza ai pazienti con tumore, ma anche concrete possibilità di nascita e/o crescita dell’industria biomedicale secondo il percorso tipico di paesi stranieri in cui gli Istituti scientifici danno origine ad attività produttive legate alla ricerca». Nei progetti finanziati dall’AIRC e dall’Europa sono coinvolti i maggiori centri d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia: CRO, Polo Tecnologico di Pordenone, Università di Udine e Trieste e Laboratorio Tecnologie Avanzate e nanoSCienze (TASC) di Trieste.
INVERSIONE DI TENDENZA: IL RIENTRO DEI CERVELLI
I finanziamenti del 5 per mille stanno determinando importanti cambiamenti nel panorama scientifico del territorio: due giovani e brillanti ricercatori, il fisico Matteo Castronovo e il biologo molecolare Flavio Rizzolio, ad esempio, sono rientrati dagli Stati Uniti dall’Università di Temple (Filadelfia) e attualmente stanno partecipando ai progetti di ricerca nanotecnologica al CRO. «Vengono retribuiti con fondi dei progetti alla cui stesura hanno contribuito essi stessi in modo determinate. All’Istituto, inoltre, grazie ai fondi derivati dai progetti, sono in fase di avviamento nuovi laboratori in cui confluiscono ricercatori con cittadinanza americana o provenienti da paesi emergenti nel campo delle nanotecnologie (India e Cina)». Lavoreranno nella SOC di Farmacologia Sperimentale e Clinica diretta da Toffoli, coordinati da Flavio Rizzolio e Matteo Castronovo.
*Professore emerito alla Temple University di Filadelfia, insignito negli Stati Uniti con la medaglia Benjamin Franklin










