A inizio dicembre, dopo la comparsa della malattia di Newcastle − altamente contagiosa − in un’azienda di galline ovaiole nel Cantone di Neuchâtel, in Svizzera, sono state prese tutte le misure necessarie per evitare la diffusione della malattia: l’uccisione di tutti gli animali presenti nell’azienda colpita nonché l’istituzione di una zona di protezione e di sorveglianza.
Sono negativi i risultati di tutte le analisi di laboratorio condotte sugli animali delle aziende che, nelle scorse settimane, hanno acquistato uova entrando in contatto con l'azienda colpita nonché delle aziende situate nella zona di protezione e in quella di sorveglianza. Anche i controlli finali eseguiti nelle suddette zone non hanno rilevato problemi. In nessuna di queste aziende è stata individuata un'infezione da virus della malattia di Newcastle, pertanto può essere esclusa una diffusione dell'epizoozia. Le misure adottate nelle zone di protezione e di sorveglianza possono da subito essere revocate.
Gli accertamenti, effettuati in modo tempestivo, hanno permesso di individuare subito la malattia, impendendone così l'ulteriore diffusione.
In Europa si registrano ogni tanto casi isolati: nel 2011 la malattia ha colpito ad esempio la Svezia e l'Estonia. Nel nostro Paese l'epizoozia comparve l'ultima volta nei polli nel 1998, e anche allora si trattò di un caso isolato che rimase circoscritto.
Per i consumatori non vi è mai stato alcun pericolo. Malgrado la comparsa di questa malattia, è possibile continuare a mangiare uova e carne di pollame senza problemi.










