Aprire un tavolo di lavoro con tutti i soggetti, a partire da quelli istituzionali, per dar vita ad un percorso di riforma del ‘sistema farmacia’ che punti alla revisione della pianta organica rimodulando e unificando il numero di abitanti per farmacia e, soprattutto, alla semplificazione delle procedure concorsuali, in modo da consentire in pochi mesi l’apertura di nuove farmacie.
E’ questa una delle proposte lanciata da Federfarma Lazio nel corso del convegno “La farmacia tra regole e mercato: quale futuro?”, organizzato questa mattina in Senato dall’associazione regionale dei titolari di farmacie del Lazio per discutere, senza pregiudizi e ideologie, della situazione del settore dopo il varo della Manovra Economica. “Se l’obiettivo del Governo non è quello di liberalizzare un bene commerciale qualunque ma di riformare un sistema che necessita di alcuni aggiustamenti, come ha recentemente affermato il ministro della Salute Renato Balduzzi, noi siamo pronti a collaborare e a fare la nostra parte”, ha spiegato nel corso del suo intervento il presidente di Federfarma Lazio, Franco Caprino, ricordando che nel nostro Paese il numero di farmacie per abitanti e’ in media europea (3.374 contro 3.323 della Ue) e avallando “l’abbassamento e l’unificazione del quorum (attualmente la legge prevede nei centri inferiori a 12.500 abitanti l’apertura di una farmacia ogni 5.000 abitanti), come proposto anche dal Governo in una prima stesura della Manovra economica". Una decisione importante, evidenzia Federfarma Lazio, che potrebbe avere come immediata conseguenza l’apertura di 2mila farmacie e circa 6mila nuovi posti di lavoro". Se questo processo di riforma “seguirà il buon senso noi non ci metteremo di traverso”, ha proseguito Caprino, evidenziando però che “deve essere chiaro che noi rimaniamo assolutamente contrari ad ogni tentativo di smembrare quel ‘sistema farmacia’ che è considerato il migliore al mondo e che da sempre ottiene il gradimento di tutta la popolazione italiana, come dimostrano tutti i recenti sondaggi”.
In tal senso, ha aggiunto il presidente di Federfarma Lazio, “continuiamo a ritenere, nonostante le polemiche ideologiche sollevate negli ultimi tempi, che sia una reale follia liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C, una norma che non a caso non è presente in nessun Paese europeo e neanche negli Stati Uniti, dove il consumo sconsiderato dei farmaci causa ogni anno 100.000 eventi avversi (fonte Jama - adverse drug reactions in Usa). E che porterebbe solo svantaggi a cominciare, conclude il presidente di Federfarma Lazio, “dall’incentivo al consumo dei farmaci, e da un allargamento delle maglie dei controlli. Con il risultato che a farne le spese, alla fine, sarebbero solo i cittadini”. Come ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, “non possiamo ridurre tutto a una questione di prezzi. In alcuni comuni le farmacie rispondono anche alla solitudine di alcune persone che non sono solo le persone anziane”.