Si apre oggi all’Auditorium di Roma la settima edizione del Festival delle Scienze, dedicata al Tempo, che occuperà i vari spazi del Parco della Musica fino a domenica 22 gennaio. In mattinata le prime iniziative riservate alle scuole; in serata l’inaugurazione con la lectio magistralis di Jean Pierre Luminet, astrofisico, scrittore e poeta, e a seguire lo spettacolo di Stefano Benni “Che ore sono”.
Il Festival delle Scienze si presenta come un viaggio di quattro giorni attraverso incontri, dibattiti, iniziateive didattiche, mostre e spettacoli, per affrontare la complessa tematica al centro dell'evento.
Il futuro e il passato sono reali come il presente? Passa il tempo quando nulla cambia? È possibile viaggiare nel tempo? Esisteva il tempo prima del Big Bang? È, il tempo, infinito? Concepiamo tutti il tempo allo stesso modo? Su queste e ad altre domande, tante e insolute, si discuterà durante il Festival.
Protagonisti grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale, ma anche filosofi, storici e scrittori, che si confronteranno tra analisi scientifica, indagine filosofica e qualche incursione nella fantascienza.
Ad affrontare questi e altri quesiti si alterneranno, tra gli altri, l’antropologo statunitense Ian
Tattersall che parlerà del tempo profondo dell’evoluzione. Julian Barbour, fisico britannico che ha teorizzato in La fine del tempo (Einaudi, 2003) che, in realtà, il tempo non esiste affatto. John Richard Gott III, professore di astrofisica all’Università di Princeton che nel ’91 teorizzò la possibilità di creare una macchina del tempo basata sulle corde cosmiche. Peter Ludlow, professore di filosofia alla Northwestern University, che nei suoi studi spazia dalla linguistica al cyberspazio. Fino a scrittori, come Stefano Benni, e altri personaggi che affrontano la tematica del Tempo dal versante artistico.
Il Festival è prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Codice.
Il programma completo del Festival.
Info anche sul sito www.auditorium.com










