
L’Associazione Diabetici della provincia di Verona ha festeggiato oggi il 25° anniversario della sua nascita, nel corso dell’Assemblea tenutasi al Centro Marani di Verona, alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità. Per i portatori di questa malattia, fortemente invalidante e con la possibilità di gravi complicazioni, si tratta di un momento storico molto importante: sta infatti muovendo i primi passi attuativi il Progetto Obbiettivo Diabete approvato dalla Giunta regionale a fine 2009, sul quale si è incentrato l’intervento dell’assessore regionale.
Il diabete presenta in Veneto numeri impressionanti: ne soffrono già oltre 250.000 persone; altre 125.00 hanno la malattia ma ancora non lo sanno; sono 20.000 i nuovi casi accertati l’anno; il 10% della popolazione presenta glicemie superiori al normale e nel 25% dei casi rischia di diventare diabetica entro 5 anni. Poi ci sono i bambini: il 30% di loro è sovrappeso od obeso, condizione questa ad alto rischio per l’insorgenza del diabete. Il costo sociale è stato calcolato in 2.500 euro l’anno a persona e la spesa farmaceutica collegata ad un diabetico è superiore del 54% a quella di un normale paziente. I costi diretti e indiretti ammontano ad un totale di 1 miliardo e 500 milioni di euro l’anno.
“Numeri – ha detto l’Assessore – che indicano nel diabete una vera e propria emergenza sanitaria e che ci hanno spinto a definire e realizzare questo Progetto specifico, che considero una delle azioni più qualificanti dell’intera legislatura, accompagnandolo con una delibera che ha reso gratuito l’approvvigionamento del presìdi necessari alla cura. Al centro del progetto c’è la persona malata, che affronta tante difficoltà e menomazioni, e che ora, in Veneto, può trovare una vera e propria rete territoriale ed ospedaliera al suo servizio”. “Per la prima volta – ha aggiunto l’Assessore – è stata creata una vera e propria rete integrata, che nascerà man mano che le Ulss predisporranno i loro piani aziendali, cui si accompagnerà il necessario finanziamento regionale”. A questo proposito, l’assessore ha condiviso la richiesta dell’Associazione Diabetici di Verona per la costituzione di gruppi di lavoro a livello locale con tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Il Progetto Diabete della Regione guarda con molta attenzione anche al mondo giovanile, sia sul piano dell’educazione alimentare, e quindi della prevenzione, sia su quello della cura, per la quale si prevede la nascita anche di veri e propri “Campus” che insegneranno ai giovani ed alle loro famiglie come comportarsi in molte situazioni, a cominciare dalle modalità di inoculazione dell’insulina. Il Progetto, realizzato in un anno di lavoro di una specifica Commissione Diabetologica, con l’apporto di 80 specialisti, raccomanda che in ogni Ullss sia operativo almeno un Reparto specifico, che sia attivata una struttura diabetologica centrale ogni 200-250 mila abitanti, che nascano due strutture di “terzo livello” con Unità Complesse di endocrinologia e metabolismo nelle Aziende Ospedaliere di Verona e Padova. Fortissimo il legame che verrà creato con i medici di medicina generale, che opereranno in rete con i colleghi ospedalieri, sulla base di protocolli condivisi e condividendo i diversi passaggi del decorso della malattia per ogni singolo paziente.

