Il Rapporto Osservasalute (2009), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata ieri all'Università Cattolica, mostra la tendenza all’invecchiamento della popolazione italiana, misurato dalla presenza di una persona al di sopra dei sessantacinque anni ogni cinque residenti (con punte regionali di oltre una ogni quattro in Liguria) e di poco più di una al di sopra dei settantacinque anni ogni dieci (il 9,7% del totale della popolazione del nostro Paese, con punte regionali di una ogni sette).
Anche per l’invecchiamento della popolazione andiamo verso una complessiva convergenza delle regioni.
Le donne sono la maggioranza, rappresentano il 53,8% della popolazione di 65-74 anni e ben il 62,8% degli over 75.
Sono molti gli anziani che vivono soli: il 27,1% degli over 65enni vive in un nucleo monofamiliare, le donne rappresentano la schiacciante maggioranza degli anziani soli. A livello nazionale solo il 13,6% degli uomini con 65 anni e oltre vive solo, mentre tale percentuale è decisamente più elevata (e pari al 36,9%) per le donne. Questo è in gran parte imputabile alla maggiore mortalità maschile, che rende le donne in coppia più “predisposte” a sperimentare l’evento vedovanza e a vivere sole nell’ultima parte della propria vita.
Speranza di vita - Si confermano le tendenze degli anni passati, come il livellamento dell’aspettativa di vita di uomini (78,7 anni al 2008) e donne (84 anni al 2008), sempre più simile tra loro. Tra il 2006 e il 2008, infatti, la speranza di vita maschile è aumentata di 0,3 anni (da 78,4 a 78,7), quella femminile è rimasta ferma a 84 anni (è il terzo anno consecutivo che non cresce); di conseguenza il vantaggio femminile, che era di 5,8 anni nel 2004, si riduce (almeno nei dati provvisori) a 5,3 anni.
Osservando i valori relativi al 2008 per gli uomini la Regione dove si vive più a lungo sono le Marche (79,6 anni), per le donne la provincia autonoma di Bolzano (85,1 anni); la Campania è, invece, la Regione dove la speranza di vita alla nascita è più bassa, tanto per gli uomini quanto per le donne (per i maschi è pari a 77,3 anni, mentre per le donne è di 82,7 anni).
Diminuisce la mortalità – Per quanto riguarda la mortalità per causa i dati definitivi del 2006 mostrano un calo generalizzato, rispetto al 2003, dei rischi per le principali cause di morte.
Si conferma il divario tra Nord e Sud per quel che concerne le malattie del sistema circolatorio e i tumori che sono rispettivamente prima e seconda causa di morte in Italia: il Nord presenta rischi più alti per i tumori rispetto al Sud, mentre le malattie del sistema circolatorio colpiscono maggiormente, in termini di mortalità, le regioni del Meridione. Tra tutti si distingue, rispetto alla situazione nazionale, il dato della Lombardia, dove, per gli ultimi due anni analizzati, i tumori diventano la prima causa di morte.










