Il ricorso alle cure odontoiatriche è un importante indicatore delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, infatti varia significativamente per età e status socio-economico, soprattutto perché in Italia il ricorso a queste cure è quasi sempre a carico delle famiglie (l’86% di coloro che ha fatto ricorso a un dentista o a un ortodontista lo ha fatto sostenendo interamente il costo delle prestazioni). Non a caso non è affatto alta in Italia la quota di popolazione con età superiore ai 3 anni che, nei dodici mesi precedenti il Rapporto Osservasalute 2009, ha fatto ricorso a un odontoiatra: complessivamente presso qualsiasi tipo di struttura, sia del SSN che privata o accreditata, è pari al 39,7%. Tale quota varia rispetto ad alcune caratteristiche socio-demografiche della popolazione e alla Regione di residenza. Soprattutto tra gli anziani e le persone con basso titolo di studio si osservano le percentuali più basse di ricorso alle visite o alle cure odontoiatriche, rispettivamente 26,6% e 26,4%. Esiste un forte svantaggio per la popolazione residente nelle regioni del Mezzogiorno dove la quota di quanti ricorrono al dentista è inferiore al valore medio nazionale. In particolare è in Campania (26%) che si osserva la situazione peggiore. Si evidenziano invece quote nettamente più elevate di ricorso al dentista nelle regioni settentrionali, soprattutto del Nord-Est e in particolare nella PA di Bolzano (54,4%).
Lo svantaggio del Mezzogiorno si evidenzia, soprattutto tra gli anziani, anche considerando il numero complessivo di denti mancanti che non vengono sostituiti. Infatti circa il 20% degli ultrasettantacinquenni residenti nel Mezzogiorno (contro il 7,1% del Nord e l’8,4% del Centro) ha meno di 21 denti, soglia che è definita adeguata per una dentizione funzionale nel Community Action Program on Health Monitorino della Commissione Europea. Le differenze territoriali sono rilevanti anche per le persone anziane tra i 65 e i 74 anni, tra le quali nel Sud e nelle Isole si osserva una quota di oltre il doppio di persone con meno di 21 denti rispetto al Nord (9,5% contro 4,2%).










