
Non sarà certo solo a causa dell’aumento dell’incidenza dei casi di depressione, ma in Italia si registra un trend nazionale in forte aumento del consumo di farmaci antidepressivi, che è salito del 310% (cioè più che triplicato) dal 2000 al 2008. Quello che descrive il consumo di farmaci antidepressivi in Italia è forse l’unico indicatore valutato nel Rapporto Osservasalute 2009 che vede negli ultimi anni un costante incremento simile in tutte le Regioni, ha sottolineato la professoressa Roberta Siliquini, Straordinario di Igiene all’Università di Torino. “Tale crescita esponenziale è attribuibile a diversi fattori: da un lato un aumentato disagio sociale, che rimane tuttavia ancora difficilmente quantificabile, dall’altro alcuni oggettivi elementi di cambiamento. Infatti, negli ultimi anni è proseguita l’opera di riduzione della stigmatizzazione delle problematiche depressive, con un conseguente maggior accesso alle possibili terapie. L’attenzione del Medico di Medicina Generale nei confronti della patologia è progressivamente aumentata, con un probabile miglioramento dell’accuratezza diagnostica e l’incremento di un invio giustificato al medico specialista. La classe farmacologica si è inoltre arricchita di nuovi principi attivi anche utilizzati (per i minori effetti collaterali) per il controllo di disturbi della sfera psichiatrica non strettamente depressivi (es. disturbi d’ansia). L’utilizzo sempre più frequente di questi farmaci nella terapia di supporto di soggetti affetti da gravi patologie degenerative (in particolare di pazienti oncologici) è un ulteriore elemento che contribuisce al trend in ascesa”.

