
I risultati del Rapporto Osservasalute (2009), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi all'Università Cattolica, danno conferma delle tendenze emerse negli anni scorsi: si riscontra un tendenziale aumento della popolazione residente in Italia rispetto al biennio 2006-2007, principalmente imputabile alla crescita della componente migratoria. Nel biennio 2007-2008 l’Italia presenta un saldo totale positivo e pari a +7,7 persone per 1000 residenti per anno, composto da un saldo naturale prossimo allo zero (-0,1‰) ed un saldo migratorio positivo (+7,8‰). Come nel precedente rapporto, l’unica regione con un saldo totale negativo resta la Basilicata (-0,7‰).
Il saldo naturale medio del biennio 2007-2008 si è mantenuto costante rispetto al periodo precedente (2006-2007) e si attesta su livelli ancora di segno negativo, pur se prossimi allo zero. Infine si riscontra un lieve aumento dell’indicatore di natalità (+9,6 per mille) e mortalità (+8,7 per 1000).
Cresce anche la fecondità - Il confronto tra il tasso di fecondità totale (Tft) stimato per il 2007 e quello degli anni precedenti mostra come, per l’Italia nel suo complesso, continui la ripresa (seppur lieve) dei livelli del Tft imputabile sia all’aumento della fecondità delle donne in età avanzata che all’apporto delle madri straniere per le quali l’Istat ha stimato un tasso di fecondità totale sistematicamente superiore a quello delle residenti con cittadinanza italiana.
Ciò nondimeno il tasso di fecondità totale si attesta su valori particolarmente bassi ed inferiori al livello di sostituzione (ossia quello, circa 2,1 figli per donna, che garantirebbe il ricambio generazionale). Secondo le stime più recenti, il tasso di fecondità totale si attesta, infatti, su un livello prossimo a 1,4 figli per donna in età feconda.
Il numero medio di figli per donna nel 2007 ha mostrato una lieve ripresa ed è passato da 1,35 dell’anno precedente a 1,373.
Da un punto di vista territoriale, i valori del Tft più elevati si registrano nelle province autonome del Trentino Alto Adige, mentre valori particolarmente contenuti sono stati osservati in tre regioni del Mezzogiorno (Sardegna, Molise e Basilicata).
Il tasso di fecondità totale calcolato con riferimento alla popolazione straniera è sistematicamente più elevato di quello riferibile alle donne di cittadinanza italiana: se si considera l’Italia nel suo complesso il primo è, infatti, pari a 2,4. figli per donna, mentre il secondo è pari a meno di 1,3 figli per donna.
Infine in forte crescita, specie nel Centro-Nord, è la quota di nati vivi da madri straniere: quasi 15 nascite ogni 100 avvenute in Italia sono ascrivibili a madri straniere.
Si noti pure che, in base ai dati sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) forniti nel Rapporto, in Italia ogni 1.000 nati vivi 16,2 nascono da gravidanze ottenute con la fecondazione artificiale. Si noti anche, però, che, a fronte di una domanda crescente di PMA in Italia, il nostro Paese presenta un’accessibilità alle tecniche ancora molto bassa rispetto a quella di altri Paesi, dove con accessibilità, si intende l’interazione tra domanda offerta.










