Entro i prossimi giorni sara' disponibile in Toscana il pace-maker che cura l'ipertensione "resistente" ovvero quella che non si riesce a riportare nei valori al di sotto della soglia di grave rischio attraverso le comuni e molteplici terapie farmacologiche oggi a disposizione. Sono stati approntati infatti dagli specialisti che operano nella nostra regione, i primi protocolli per accedere alla terapia "Bat" destinata agli oltre due milioni di pazienti italiani ipertesi (su di un totale di quasi 22milioni di ipertesi). "Abbiamo gia' costituito un Gruppo di Lavoro multidisciplinare - afferma il prof. Mario Cecchi, coordinatore del Centro Regionale di Health Tecnology Assesment - con lo scopo di individuare la popolazione da trattare sul territorio regionale. I primi impianti saranno effettuati, entro la fine di marzo, nei centri afferenti le Aziende Ospedaliere di Pisa, Firenze e Siena, con possibile ampliamento anche alle Asl locali, in previsione delle possibili richieste che perverranno da fuori regione".
Le indicazioni scientifiche derivate dai risultati ottenuti e le implicazioni cliniche ed organizzative della applicazione del dispositivo saranno il completamento necessario dei dati che il Centro Regionale HTA potra' fornire agli organismi preposti alla valutazione del processo di adozione dell'innovazione tecnologica nel sistema sanitario territoriale.










