
La Lila dà il benvenuto al nuovo sito del Dipartimento Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lanciato la scorsa settimana, dove ha trovato una gradita sorpresa. Il Dpa ha infatti messo in home page una ricerca su “Carcere e tossicodipendenza: efficacia delle terapie sostitutive per la riduzione dell’HIV” pubblicata da Addiction.
Una “review” della letteratura sulla prevenzione del danno in ambito carcerario, che testualmente recita: “I trattamenti sostitutivi devono essere introdotti nelle carceri come parte di programmi di prevenzione dell'infezione da Hiv che prevedono la distribuzione di profilattici e siringhe sterili”. La Lila ricorda che tali programmi non sono previsti nelle carceri italiane, e che il ministro della Salute Fazio, competente anche per la medicina penitenziaria, in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids, lo scorso 1° dicembre, ha dichiarato ad Anlaids Notizie che «non esistono evidenze di efficacia di tali interventi nel ridurre la trasmissione dell’infezione da Hiv». Mentre la disponibilità di preservativi per i detenuti «può apparire come una legittimazione dell’omosessualita coatta». La presidente Lila Alessandra Cerioli ha risposto a gennaio al ministro Fazio con una lettera, indicandogli le opposte conclusioni e indicazioni di Organizzazione mondiale della Sanità, Nazioni Unite, Consiglio d'Europa e della letteratura scientifica. Sottolineando che in Italia “il sesso in carcere è praticato, e non attende certo la nostra “legittimazione”, ma non può essere “safe”. Così come esiste, per quanto altrettanto proibito, il consumo di stupefacenti, ma non con aghi sterili”, a differenza di quanto accade in altri Paesi, dove la riduzione del danno invece è ammessa anche in ambito carcerario.
La percentuale di detenuti sieropositivi negli Istituti penitenziari italiani è stimata essere del 7
per cento, ma questo dato eclatante non sembra interessare il ministro Fazio, che appare invece più
preoccupato di non “incentivare l'omosessualità”, forse considerata un male peggiore dell'Hiv/Aids.
Per fortuna a ristabilire la verità ci pensa il Dipartimento Antidroga del sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri Carlo Giovanardi. La Lila consiglia perciò al ministro Fazio,
che ancora non si è degnato di rispondere alla nostra lettera, una visita al suo nuovo sito:
www.droganews.it


