“Un risultato di grande rilievo, per il suo significato intrinseco, oltre che per i numeri, che riconoscono ampiamente la qualità della sanità veneta con quasi 248 milioni in più rispetto all’anno precedente ed un aumento percentuale del 3,06%. Lo considero un riconoscimento, che finalmente è arrivato, per quelle Regioni che sanno fare sanità di alto livello pur mantenendo i loro bilanci in linea di galleggiamento”. Lo sottolinea l’Assessore alla Sanità del Veneto, Sandro Sandri, al termine della “maratona” con la quale, nelle prime ore del mattino, la Conferenza delle Regioni, alla quale Sandri partecipava in rappresentanza del Veneto, ha approvato il Riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2010. In termini assoluti, dunque, la sanità veneta nel 2010 potrà contare su 8 miliardi 325 milioni 815 mila euro contro gli 8 miliardi 078 milioni 296 mila euro del 2009. “Una boccata d’ossigeno conquistata con le unghie e con i denti – dice Sandri – perché ai tavoli romani le insidie sono sempre dietro l’angolo e si deve presidiare il forte minuto dopo minuto, senza mai distrarsi un attimo, perché chi spreca fatica ad arrendersi all’idea di non poterlo fare più! Parlo di boccata d’ossigeno – aggiunge Sandri – perché bisogna essere realisti: questo successo non consente a nessuno di adagiarsi sugli allori, ma deve spronarci tutti a continuare a fare ancora meglio. Non dimentichiamo – precisa l’Assessore – che una parte consistente di questo aumento servirà per mantenere l’impegno a tagliare le tasse ai veneti e per onorare l’applicazione delle previsioni dei contratti di lavoro”. Sandri pone l’accento sul fatto che “con questo riparto si apre anche una forte prospettiva di riforma del sistema, che troverà progressivo compimento con l’avvio del cammino verso l’applicazione del federalismo fiscale in sanità. Ciò che solo qualche anno fa sembrava una chimera sta diventando piano piano realtà, e una parte del merito ce la prendiamo anche noi come veneti, sempre in prima linea nella battaglia contro gli sprechi ed il criterio di riparto basato sulla spesa storica che li perpetuava”. “Indietro non si tornerà – aggiunge Sandri – e le nostre non sono solo parole, perché i concetti che si stanno affermando a livello nazionale abbiamo già iniziato ad inserirli nel Riparto Regionale Veneto del 2009”.


