I dati elaborati oggi dalla Direzione Prevenzione della Regione sulla base delle segnalazioni pervenute dalla rete dei medici sentinella sul territorio indicano che, nell’ultima settimana monitorata, il tasso d’incidenza dell’influenza H1N1 in Veneto è stato del 4,14 per mille abitanti, pari a circa 20.000 nuovi casi, in evidente calo rispetto alle due settimane precedenti, che avevano fatto registrare rispettivamente tassi del 12,8 e del 7,71 per mille. Lo rende noto l’Assessore regionale alla sanità Sandro Sandri. Anche in questo caso, le fasce d’età più colpite sono risultate quelle tra 0 e 4 anni (18,6 per mille) e tra 5 e 14 anni (10 per mille). Nell’ultima settimana le persone che hanno avuto necessità di ricovero sono state 29, 9 delle quali abbastanza gravi da richiedere la terapia intensiva. “Alla seconda settimana di calo del tasso d’incidenza – commenta Sandri – si può immaginare che questa fase di picco sia avviata ad esaurirsi. Un fatto indubbiamente positivo, che però, a mio parere, non consente di abbassare la guardia e consiglia di mantenere forte l’invito a vaccinarsi, che è importante non tanto e non solo in relazione alla situazione attuale, ma anche per creare nella popolazione la massima copertura possibile, stante che nessuno può garantire che il virus, passata questa fase di arretramento, possa rinfocolarsi anche nell’arco dei prossimi mesi, magari favorito dall’annunciato arrivo del freddo invernale”. In totale, ad oggi, i veneti colpiti dall’H1N1 sono stati circa 200.000. I vaccini a disposizione sono 602.524; quelli erogati alla popolazione che ha aderito alla campagna vaccinale, 51.289. I decessi dall’inizio dell’epidemia sono 8. Nessuno è stato registrato nell’ultima settimana.

