La Regione del Veneto lancia una nuova offensiva contro una delle malattie più diffuse e invalidanti di cui sono affette centinaia di migliaia di cittadini: il diabete. E' stato infatti presentato nella sede dell'Ulss 16 di Padova dall'Assessore alla sanità Sandro Sandri il nuovo Progetto Obiettivo per la Prevenzione, Cura e Diagnosi del Diabete Mellito, dotato di un finanziamento di 15 milioni di euro in 3 anni, che prevede la nascita di una vera e propria rete diabetologica regionale, di strutture ospedaliere dedicate ove già non ci siano, di un forte coordinamento tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, Centri diabetologici ed ospedali: il tutto operando su tre livelli: la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura, domiciliare ed ospedaliera, e puntando ad aprire un nuovo fronte, rivolto ai giovani e giovanissimi, perchè l'età in cui la malattia si presenta è fortemente scesa, anche a causa del peggioramento degli stili di vita e alimentari. Oggi in Veneto sono malati di diabete 250.000 cittadini; altri 125.000 lo sono ma ancora non lo sanno; il 10% della popolazione adulta presenta glicemie superiori al normale e nel 25% dei casi rischia di diventare diabetica entro 5 anni. Poi ci sono i bambini: il 30% di loro è sovrappeso od obeso, condizione questa molto rischiosa per favorire l'insorgenza del diabete. Il costo sociale è stato calcolato in 2.500 euro l'anno a persona e la spesa farmaceutica collegata ad un diabetico è superiore del 54% di quella per un normale paziente. I costi diretti e indiretti nel Veneto, dove tra l'altro si registrano 20.000 nuovi casi l'anno, raggiungono l'imponente cifra di 1 miliardo 500 milioni di euro l'anno. “Numeri – ha detto Sandri – che indicano nel diabete una vera e propria emergenza sanitaria nella nostra regione e ci hanno spinto a questo importante progetto, che considero una delle azioni più qualificanti e qualificate della politica sanitaria dell'intera legislatura. Per la prima volta – ha proseguito – creiamo una vera e propria rete integrata tra territorio ed ospedale, che nascerà mano a mano che le Ullss predisporranno i loro piani aziendali a cui si accompagnerà il necessario finanziamento regionale. Voglio segnalare oggi – ha aggiunto Sandri – il grande rilievo che avranno le azioni rivolte ai giovani e giovanissimi soprattutto sul piano dell'educazione alimentare e quindi della prevenzione, non dimenticando la cura, per la cui fase prevediamo anche la nascita di veri e propri 'Campus' che insegneranno ai giovani e alle loro famiglie come comportarsi in molte situazioni, a cominciare dal modo di inoculazione dell'insulina”. Il Progetto regionale, realizzato in 1 anno di lavoro da una specifica Commissione Diabetologica con l'apporto di altri 80 specialisti , raccomanda che in ogni Ulss sia operativo almeno un Reparto specifico, che sia attivata una struttura diabetologica centrale ogni 200-250 mila abitanti, che nascano 2 strutture di “terzo livello” con Unità Complesse di endocrinologia, diabetologia e matabolismo nelle Aziende Ospedaliere di Verona e Padova. Fortissimo il legame che verrà creato con i medici territoriali, che opereranno in rete con i colleghi ospedalieri, sulla base di protocolli condivisi e condividendo i diversi passaggi del decorso della malattia di ogni singolo malato. Il diabete ha un pesante coinvolgimento anche in molte altre patologie cardiache, della vista, epatiche, endocrinologiche. Un esempio per tutti è il cosiddetto “piede diabetico”, con la nascita di piaghe che spesso costringono ad arrivare all'amputazione.

