Ogni anno il tromboembolismo venoso colpisce circa 1,5 milioni di europei e 3 milioni di americani e uccide un numero più che doppio di persone di quante ne uccidano AIDS, carcinoma mammario, tumore della prostata e incidenti stradali messi assieme in Europa. Si tratta della terza malattia cardiovascolare più diffusa al mondo (dopo la malattia coronarica e l’ictus) e comprende la trombosi venosa profonda (TVP) e la sua complicanza acuta dal potenziale esito fatale, l’embolia polmonare (EP). Un grave rischio per la salute umana che può essere efficacemente evitato con dabigatran etexilato, un nuovo, rivoluzionario anticoagulante orale che ha già dimostrato la sua efficacia nella prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale e nella prevenzione del tromboembolismo venoso a seguito d’intervento di chirurgia sostitutiva di anca e ginocchio. Oggi conferma le sue straordinarie proprietà terapeutiche anche nel prevenire le recidive di TEV e la mortalità ad esso correlata. Lo dimostrano i risultati estremamente positivi dello studio RE-COVER™ (il programma di studio più avanzato su un anticoagulante orale innovativo in fase di sviluppo) presentati da Boehringer Ingelheim in occasione della Conferenza Annuale dell’American Society of Hematology e pubblicati sul sito del New England Journal of Medicine. "Lo studio dimostra l’efficacia e la sicurezza di dabigatran nel trattamento del tromboembolismo venoso, rappresentando in questo modo un reale avanzamento nella pratica clinica - ha commentato il Prof. Giancarlo Agnelli Direttore della Medicina Interna Cardiovasciolare -Stroke Unit, Università di Perugia e coordiantore italiano di RE-COVER- In effetti il nuovo anticoagulante orale semplifica la terapia di questa malattia non richiedendo frequenti controlli di laboratorio, con evidenti vantaggi in termini di praticità. I dati di efficacia e sicurezza emersi dallo studio RE-COVER sono perfettamente in linea con quanto già evidenziato da dabigatran nella prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale." Le attuali linee guida internazioni raccomandano l’utilizzo degli anticoagulanti per la prevenzione della formazione di nuovi trombi e la crescita di quelli esistenti, oltre che per la riduzione del rischio di sindrome post trombotica e ipertensione polmonare trombo embolica, malattie croniche che possono essere causa di notevole infermità e costituire un pesante fardello economico. L’attuale standard terapeutico prevede un trattamento iniziale in ospedale con eparina a basso peso molecolare per un breve periodo di tempo e a seguire il trattamento con un antagonista della vitamina K per via orale, come warfarin, con una conseguente riduzione di tre volte delle recidive di TEV. Se da un lato gli antagonisti della vitamina K sono anticoagulanti altamente efficaci, dall’altro presentano svariati limiti che rendono difficile mantenere i pazienti nel ristretto intervallo di INR pari a 2,0-3,0 e richiedono controlli frequenti per garantire l’efficacia e la sicurezza della terapia per i pazienti. Anche in condizioni di stretta osservazione, quali quelle che si verificano durante uno studio clinico, i pazienti riescono a rientrare in questo intervallo solo per la metà del tempo, e nella ‘vita reale’ la permanenza in questo intervallo tende ad essere ancora inferiore. Al di fuori di questo intervallo ristretto, la percentuale di emorragia è del 44% e quella di formazione di trombi è del 48%. “Warfarin è una terapia altamente efficace quando ben controllato, come avviene nell’ambito di studi clinici, ma nella vita di tutti i giorni raramente si riesce a ottenere e mantenere un controllo della coagulazione sufficiente e pertanto i pazienti risultano poco protetti da TEV o dal rischio di emorragia. Con dabigatran abbiamo una terapia che protegge, efficacemente e in maniera sicura, i nostri pazienti senza che siano necessari frequenti esami di laboratorio o aggiustamenti di dosaggio - ha commentato il principale sperimentatore dello studio, Dottor Sam Schulman, Dipartimento di Medicina della McMaster University di Hamilton, Canada - I risultati di RE-COVER™ costituiscono un progresso molto atteso nella terapia del TEV; dabigatran etexilato non solo è una terapia efficace per la prevenzione delle recidive di TEV ma comporta anche minori emorragie rispetto a warfarin.” Dabigatran etexilato, l’inibitore diretto della trombina somministrato per via orale (150 mg due volte/die, BID), ha dimostrato pari efficacia nel prevenire le recidive di TEV rispetto a warfarin a dosaggio ottimale (2,4% rispetto a 2,1%, hazard ratio 1,10, IC al 95% da 0,65 a 1,84, p<0,001 per il margine di non inferiorità prestabilito). Per quanto riguarda la sicurezza, dabigatran etexilato ha dimostrato di ottenere una diminuzione significativa del 37% di emorragia maggiore o clinicamente rilevante non-maggiore (p=0,002). Le percentuali di emorragia maggiore con dabigatran etexilato (20 pazienti, 1,6%) e warfarin (24 pazienti, 1,9%) sono state comparabili. Per quanto riguarda le emorragie di qualsiasi tipo, dabigatran etexilato ha dimostrato di ottenere una diminuzione significativa del 29% (p=0,0002) rispetto a warfarin. Questi straordinari risultati sono stati ottenuti senza che sia stata riscontrata alcuna evidenza di problemi a livello epatico. “I risulttai dello studio RE-COVER™ sono davvero incoraggianti per i pazienti” ha dichiarato Eve Knight, Chief Executive dell’associazione di pazienti AntiCoagulation Europe “Sebbene warfarin sia un trattamento efficace, impone molte restrizioni alla vita dei pazienti poiché richiede esami periodici del sangue, aggiustamenti di dosaggio e imponne restrizioni negli alimenti e nelle bevande che possono assumere. Inoltre, l’imprevedibilità del warfarin, se non sufficientemente controllato, espone i pazienti al rischio di coauguli di recidiva o di aumento del sanguinamento. La AntiCoagulation Europe accoglie quindi con favore la notizia che dabigatran può offrire una più sicura e più semplice alternativa al warfarin per il trattamento di coauguli potenzialmente pericolosi per la vita.” A differenza degli antagonisti della vitamina K, che agiscono in maniera variabile su diversi fattori della coagulazione, gli inibitori diretti della trombina ottengono potenti effetti antitrombotici bloccando in modo specifico l’attività della trombina (sia libera che in coagulo), l’enzima che svolge un ruolo centrale nel processo di formazione di trombi. Complessivamente sono quattro gli studi di valutazione di dabigatran etexilato nella terapia del TEV, per un totale di 8.900 pazienti, ovvero RE-COVER™ e RE-COVER™II per il TEV acuto e RE-MEDY™ e RE-SONATE™ per la prevenzione secondaria di TEV. I risultati di RE-COVER™ e quelli estremamente favorevoli di RE-LY vanno ad aggiungersi al crescente corpus di prove ottenute dal programma di studi cinici RE-VOLUTION® che comprende più di 38.000 pazienti, prove che confermano l’efficacia e la sicurezza di dabigatran etexilato in una vasta gamma di malattie tromboemboliche acute e croniche.










