“Migliaia di italiani hanno esaltato e molto apprezzato l’aggressione di Massimo Tartaglia nei confronti di Berlusconi. Questo vuol dire che quel gesto di violenza è rappresentato nell’ideazione di migliaia di persone. Ciò è molto preoccupante. La colpa? Del modo di fare politica in Italia”.
Lo afferma Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, Presidente dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico.
“L’attenzione va posta non tanto sul gesto violento, compiuto comunque da un uomo affetto da una patologia psichiatrica - afferma la psicologa - gesto in ogni caso deplorevole. Ma sul consenso altissimo che il ferimento ha riscosso in pochissimo tempo nel mondo di Internet. Il popolo di Facebook, per esempio, dopo neanche un’ora dall’aggressione del Premier era già sulla piazza virtuale a scandire slogan a favore del gesto violento nei confronti del Capo del Governo. 9.000 persone nel giro di due ore sono entrate a far parte di un gruppo pro-Tartaglia”.
Secondo la Vinciguerra “è allarme sociale”.
“In Italia non si fa politica confrontando idee, programmi sostenuti da valori, punti di riferimento, ma ci si scontra tra persone – dice l’esperta, anche Direttore dell’UIAP, Unità Italiana Attacchi di Panico presso la Clinica Paidea di Roma – Questo stimolare l’aggressività su persone precise può portare ad espressione di violenza fisica tra gruppi che attraverso la violenza hanno la sensazione di esprimere il loro libero pensiero e di eliminare tutte le loro scontentezze”.










