Parlando di cuore spesso compare il termine rianimazione. Ma alla conferenza stampa del Congresso della SIC chiamato in causa, con toni molto forti, con un invito a impegnarsi per la rianimazione dell’Università. «La riforma dell’Università proposta dal ministro Gelmini, attualmente ancora disegno di legge - ha detto Francesco Fedele, presidente uscente della SIC - nelle migliori delle ipotesi diventerà legge non prima della primavera 2010. In questa fase di stasi, è naturale che sorgano dubbi e incertezze che coinvolgono tutti coloro che sono chiamati in causa, docenti, studenti, giovani ricercatori, Società Scientifiche, Istituzioni. Tutti riconosciamo la validità dei cambiamenti previsti, che hanno come unico filo conduttore i principi di ricerca, didattica, qualità e meritocrazia, soprattutto alla luce dell’improduttivo se non nocivo ”letargo” presente da troppo tempo nell’ambito universitario. Ma il traguardo tanto auspicato è ancora molto lontano. Il punto cruciale è che questa riforma è una riforma senza risorse: tanti bei progetti previsti, ma tutti basati su fondi irrisori e comunque non sufficienti. I tagli dell’ultima finanziaria poi non lasciano ben sperare: l’università, più di altri settori, è stata danneggiata, privata di finanziamenti necessari, senza i quali è assurdo poter pensare alla sua “rinascita”. Uscire da questo labirinto di incertezze e di carenze non è semplice ma ancora di più in questo momento devono mobilitarsi le componenti sane dell’Università e delle Società Scientifiche: mi riferisco in particolare alla SIC costituita prevalentemente dalla componente accademica e massivamente rivolta a valorizzare la risorsa dei giovani. Dobbiamo responsabilizzarci tutti e impegnarci in prima persona al fine di non perdere quest’ultima chance, favorendo in ogni modo questo “traghettamento” verso la “nuova” Università. A questo proposito, un esempio può essere rappresentato da quanto sta attuando il rettore della Sapienza, prof. Frati, che ha già mosso i primi passi per realizzare alcuni punti della riforma, ancor prima che sia approvata, nel tentativo di superare pericolosi momenti inerziali. La nostra sfida è quella di collaborare fattivamente a questa rianimazione dell’Università attraverso soprattutto la rianimazione dell’entusiasmo dei giovani studenti e della loro fiducia nell’Istituzione».