Il PCV-7, il vaccino anti-pneumococcico coniugato eptavalente, ha mostrato i suoi effetti in termini di Salute Pubblica, non solo sui soggetti vaccinati, vale a dire i bambini, ma anche nella popolazione generale e in particolare, negli over 65. E’ quanto ha potuto constatare il Center for Disease Control and Prevention (CDC) statunitense che ha tenuto sotto osservazione una popolazione di 16 milioni di abitanti, tra cui 500.000 bambini da 0-5 anni.
Infatti, in seguito alla sua introduzione negli Stati Uniti è stato osservato che, dal 1999 al 2003, l'incidenza nei bambini di patologie pneumococciche invasive (IPD) da sierotipo vaccinale è diminuita del 94%, passando da 80 a 4,6 casi su 100 mila. Inoltre, l'incidenza totale delle forme invasive (relative cioè a tutti i sierotipi) è diminuita del 75% passando da 96,7 a 23,9 casi su 100 mila. Non solo i più piccoli, ma anche gli adulti ne hanno fortemente beneficiato: in tutti i soggetti con più di 5 anni, il tasso di incidenza delle IPD è diminuito del 62%, con riduzione maggiore registrata nei soggetti con età superiore a 65 anni (passando da 33,6 casi su 100 mila a 11,9 su 100 mila).
Contemporaneamente, il CDC ha dimostrato che l'incidenza di malattie invasive dovute a ceppi con ridotta sensibilità alla penicillina e resistenti a più antibiotici è diminuita nella popolazione generale del 57%, nei bambini al di sotto dei 2 anni dell'81%, nei soggetti ultra65enni del 49%.
La riduzione dell'uso di antibiotici va di pari passo con la diminuzione del numero di visite ambulatoriali, del numero e della durata di ospedalizzazioni e, naturalmente, della mortalità. E' evidente che ciò incide in maniera determinante sulla spesa sanitaria e sui costi sociali delle patologie pneumococciche che, nei primi 5 anni di vita dei bambini, impegnano buona parte dell'attività pediatrica, sia ospedaliera che comunitaria. E' stato calcolato che la vaccinazione con PCV-7 dei bambini entro i 24 mesi, considerando una copertura del 90%, consentirebbe di prevenire circa 900 casi di malattia invasiva e circa 10 mila casi di polmonite.
Tutto ciò a ulteriore
conferma che la vaccinazione anti-pneumococcica non debba essere considerata
soltanto necessaria per la protezione dell'individuo ma soprattutto una
fondamentale priorità di Sanità Pubblica.

