Progressi nella tutela della salute della donna: è in arrivo in Italia all’inizio del 2010 il primo farmaco che stimola la produzione piastrine: verrà utilizzato per trattare i pazienti che soffrono di una grave malattia del sangue e che sono risultati refrattari a tutte le terapie. Romiplostim, nome commerciale Nplate®, è autorizzato dall’EMEA, autorità competente della Commissione Europea, per il trattamento della ITP, un disturbo autoimmune cronico caratterizzato dalla riduzione del numero di piastrine nel sangue che può portare a gravi emorragie. Il Romiplostim è un farmaco orfano, ed è prodotto e reso disponibile da Amgen. “Agisce incrementando e mantenendo costante nel tempo il numero delle piastrine” – precisa la Professoressa Enrica Morra, Direttore Ematologia, Azienda Ospedaliera Niguarda Ca' Granda di Milano – “e riduce la necessità di altri medicamenti di salvataggio e mantenimento”. Il farmaco sarà oggetto di sessioni ad hoc in occasione di uno dei più importanti Congressi Scientifici mondiali di Ematologia, il 51° ASH, Annual Meeting and Exposition, in programma a New Orleans dal 5 all’8 dicembre 2009.
Nonostante la ITP colpisca una popolazione limitata di persone, può avere un impatto significativo sulla loro vita. Nplate® rappresenta un’opzione di potenziale grande valore per questi pazienti.
La qualità di vita si trasforma
“Questa nuova terapia” – continua la Professoressa Morra – “garantisce miglioramenti nella qualità di vita, finora ampiamente compromessa: anche gestire le normali attività quotidiane, come quelle in casa, o come cucinare, senza temere che un graffio si tramuti in una emorragia. L’ITP è una malattia cronica, ma può andare incontro a episodi di riacutizzazione, mettendo il soggetto a rischio di emorragie più o meno gravi. Data la netta prevalenza nel sesso femminile, esiste il problema del rischio emorragico anche nelle donne in giovane età: flussi mestruali più intensi con anemizzazione secondaria, necessità di stretto monitoraggio in caso di gravidanza e parto”.
Molte persone sono colpite da questa malattia sin da giovani: non avere un trattamento finora significava non poter giocare a pallone, andare in bicicletta e, più in generale, stare con gli amici. Un piccolo taglio, infatti, poteva causare fastidiosi sanguinamenti.



