La provincia di Brescia è "tra le più avanzate" sul fronte della sanità e si dimostra "sempre all'avanguardia e protagonista delle novità".
Lo ha detto a Brescia l'assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Luciano Bresciani, in occasione dell'undicesima tappa degli "Stati Generali territoriali del Sistema socio-sanitario". L'iniziativa prevede un ciclo di incontri in forma di workshop nei territori delle quindici ASL della Lombardia durante tutto il 2009.
Proprio questa mattina l'assessore ha inaugurato a Leno la nuova Struttura Distrettuale di Assistenza Residenziale (SDAR).
Si tratta di un servizio di assistenza con 5 posti letto, rivolto a quei pazienti che temporaneamente necessitano di un supporto clinico e terapeutico non gestibile a domicilio.
Una assistenza dunque intermedia tra l'ospedale e la famiglia.
"È un esempio - ha commentato Bresciani - di una sanità che va su tutto il territorio per portare una assistenza meno ospedaliera e più vicina alle persone".
Secondo Bresciani occorre "portare più medicina sul territorio", introducendo un terzo livello nell'organizzazione sanitaria tra gli ospedali, che curano le acuzie, e i medici di famiglia.
L'assessore ha poi sottolineato che "una delle sfide da vincere per il futuro è quella della cronicità", che va affrontata con strumenti nuovi rispetto a quelli attualmente disponibili.
Nella provincia di Brescia, su 1,15 milioni di abitanti, circa 300.000 sono portatori di una patologia cronica.
A questo proposito Bresciani ha citato la sperimentazione in atto della "dote sanitaria", ossia del fabbisogno economico standard necessario a curare una certa patologia cronica, seguendo percorsi diagnostici e terapeutici stabiliti.
Tra le sfide più importanti che riguardano la sanità bresciana ricordate nel corso dell'incontro, anche l'immigrazione, il rapporto tra salute e ambiente e le dipendenze.
INFLUENZA - Interrogato dai giornalisti sull'influenza A/H1N1, Bresciani ha detto che "si sta gradualmente raggiungendo l'apice ma non ci sono particolari criticità. Il flusso dei vaccini è sufficiente e presto si comincerà con la somministrazione alle donne gravide al secondo e terzo trimestre e ai bambini sotto i sei mesi a rischio".
Sono già iniziate le vaccinazioni per le persone che lavorano nei servizi essenziali anche se "le adesioni non sono del tutto soddisfacenti".
La cosiddetta nuova influenza, ha ribadito Bresciani, è comunque "una malattia lieve, di gran lunga meno grave della normale influenza stagionale".
Nel ribadire l'invito a curarsi a casa, Bresciani ha reso noti alcuni dati sulla malattia: sono attesi 283 casi di complicanze respiratorie di cui 23 che potrebbero richiedere l'utilizzo dell'ECMO.
CONFRONTO COL TERRITORIO - Scopo degli Stati Generali, cui partecipano Province, Comuni, Asl, Aziende ospedaliere, strutture socio-sanitarie, operatori sanitari e rappresentanti del volontariato e delle autonomie sociali e funzionali, come ha sottolineato ancora Bresciani, è "realizzare un incontro che permetta a chi ha la responsabilità delle politiche sanitarie di esporre i risultati ottenuti e le idee per il futuro e allo stesso tempo raccogliere i contributi sostenibili e responsabili sulle scelte da compiere, in una logica di concerto e non più di solismo. L'obiettivo di fondo resta quello di migliorare ulteriormente la qualità del nostro sistema, che ha già tanti elementi positivi".
REALIZZAZIONI - L'assessore ha poi passato in rassegna alcune delle realizzazioni raggiunte nell'ultimo periodo: abbattimento dei costi impropri innanzitutto, cioè "più soldi nelle tasche dei cittadini", che ha permesso, oltre ad avere un bilancio in pareggio per sei anni di fila, di ampliare la platea delle esenzioni e finanziare altri interventi.
Anche con l'aiuto di Finlombarda la Regione è riuscita ad abbattere i tempi di pagamento per i fornitori che ora sono a 90 giorni.
Ma anche miglior accesso ai servizi, attraverso l'abbattimento delle liste d'attesa, con la decisione per le prestazioni "extra budget", cioè senza limiti di risorse, di bloccare la libera professione (a pagamento) se non vengono rispettati i tempi stabiliti.
Bresciani ha anche ricordato l'introduzione di nuove regole per l'accreditamento (diventato dinamico e a tempo) e di maggiori controlli, arrivati fino alla soglia del 10% (6,5 mirati e 3,5 random).
Da ricordare anche il progetto regionale di messa in rete delle 6 Facoltà universitarie di Medicina delle Università, che hanno 14 macro aree di ricerca, 119 aree di ricerca, con lo scopo di creare un potente sistema di ricerca e sviluppo, coinvolgendo l'industria e Finlombarda per la parte finanziaria.
Già 39 i progetti presentati su questa piattaforma,di cui 24 già attivi.
"È giusto confrontarsi su un tema così importante come quello della sanità - ha detto l'assessore regionale Franco Nicoli Cristiani - facendo ogni tanto una sorta di check up come accade con l'incontro di oggi".
Presente agli Stati generali anche l'assessore Mario Scotti. Intervenendo a nome dell'assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, il consigliere Margherita Peroni ha sottolineatol'importanza della sussidiarietà nelle politiche sociali di Regione Lombardia e la centralità della famiglia, intesa non solo come destinataria degli interventi regionali ma vera protagonista della risposta ai bisogni.
SITUAZIONE SOCIO-SANITARIA - Nel corso dell'incontro, Carmelo Scarcella (direttore generale ASL della provincia di Brescia), Cornelio Coppini (direttore generale Azienda Ospedaliera "Spedali Civili" di Brescia), Fabio Russo (direttore generale Azienda Ospedaliera "Mellino Mellini" di Chiari) e Mara Azzi (direttore generale Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda) hanno relazionato sulla situazione sanitaria e socio-sanitaria della provincia di Brescia.
L'ASL della Provincia di Brescia comprende 164 Comuni con un bacino di utenza di circa 1.150.000 assistiti ed è organizzata in dodici Distretti Socio-Sanitari.