Dal 25 al 27 novembre si svolgeranno in tutta Italia gli epdays: 500 Medici Specialisti di oltre 260 Centri visiteranno gratuitamente su appuntamento chi soffre o pensa di soffrire di eiaculazione precoce (EP). L’iniziativa è organizzata dallaSocietà Italiana di Andrologia (SIA), dalla Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) e dalla la SocietàItaliana di Urologia (SIU). Da oggi, sarà possibile telefonare al numero verde dedicato (800.93.33.18) o andare su www.eiaculazioneprecocestop.it per trovare il Centro più vicino a cui telefonare per prenotare la visita gratuita. Parallelamente, un’ampia campagna di sensibilizzazione su stampa, radio e web segnalerà la Tre Giorni alla popolazione.
Perché una “Tre Giorni” di visite gratuite?
“Per tre buone ragioni – precisa il Prof. Vincenzo Gentile, Presidente della SIA - confermate dai risultati dell’indagine di GfK Eurisko, che per la prima volta ha fotografato il problema dell’EP nel contesto socioculturale italiano. Innanzitutto perché sono moltissimi gli uomini italiani da aiutare: circa 3.5 milioni ne sono colpiti, con tutte le conseguenze a livello emotivo (frustrazione e ansia) e di compromissione della qualità di vita. Inoltre, perché chi soffre del problema lo conosce poco e non sa delle sue cause fisico/organiche, ritenendolo invece solo un problema psicologico. Infine, perché è necessario rompere il silenzio sull’argomento, superando l’imbarazzo a parlarne: gli uomini (e le loro partner) devono iniziare a parlarne con fiducia al medico, senza imbarazzo, per potersi avviare verso la sua soluzione. E tre giorni di viste gratuite - le prime in Italia – possono certamente aiutare a raggiungere questo obiettivo”.
Gli epdays per aiutare chi ne è colpito
Che l’EP sia un fenomeno diffuso e che siano molti gli uomini con un problema da risolvere lo confermano i risultati dell’indagine GfK Eurisko, realizzata su un campione rappresentativo di 3.000 persone (ambosessi, di età compresa tra 18 e 55 anni). “Dalla ricerca emerge, infatti, - commenta il Prof. A. C. Bosio, Vicepresidente GfK Eurisko e curatore della ricerca – che l’EP è un fenomeno che interessa, nel nostro paese, il 22,3% degli italiani, vale a dire circa 3.5 milioni di maschi”.Questo dato è peraltro in linea con le indagini condotte a livello internazionale che stimano al 20% gli uomini sofferenti di Eiaculazione Precoce, facendo dell’EP il disturbo sessuale più frequente nell’uomo”.
Gli epdays per capire che cos’è l’EP, una condizione medica con cause non solo psicologiche
Ma gli uomini e le donne alle prese con il problema, che cosa ne sanno? In generale, pochi riconoscono l’EP come un preciso disturbo della sessualità (solo il 28%) e più della metà degli intervistati (il 52%) ritiene di saperne poco sul problema. Per quanto riguarda le sue cause, il 92% degli uomini con EP ritiene erroneamente che sia un problema in cui i fattori psicologici giocano un ruolo fondamentale. Mentre solo l’8% limita l’origine dell’EP a cause di natura strettamente fisica.
“In realtà, diversamente da quanto emerge dall’indagine, l’EP è una condizione medica e non solo psicologica – sottolinea il Prof. Vincenzo Mirone, Segretario Generale della SIU - Ha infatti cause fisiche ed organiche, da trattare dal punto di vista medico, e non solo origini psicologiche”. Studi recenti, infatti, hanno dimostrato che è un neurotrasmettitore, la serotonina, a controllare l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile: un aumento dei livelli di serotonina a livello del sistema nervoso centrale svolge un’azione inibitoria sull’eiaculazione, ritardandola. L’eiaculazione precoce risulta, invece, associata a una ridotta concentrazione di serotonina.“E’ importante sottolineare – continua il Prof. Mirone - che l’eiaculazione precoce è, principalmente e al contrario di quanto si pensa, un problema di controllo e poi di ridotto tempo eiaculatorio. E proprio la perdita o l’assenza di controllo può esercitare un’influenza negativa sull’uomo ma anche sulla sua partner, compromettendo la qualità di vita. Di certo – conclude Mirone – quello che emerge dall’indagine è la necessità di far conoscere meglio e più approfonditamente il problema a chi ne è affetto e da questo punto di vista gli epdays rappresentano un primo e importante passo verso questo obiettivo.”
Gli epdays per vincere l’imbarazzo e iniziare a parlarne con il medico
Si tratta, quindi, di una condizione medica con un forte impatto sulla sfera emotiva dell’uomo, della coppia e sulla qualità di vita. Il32% degli uomini con EP avverte, infatti, un senso di frustrazione dalla propria esperienza sessuale, il 24%si sente umiliato e il16% va in ansia. Lo stesso vale per le partner: ben il 42% si sente frustrata mentre il 27% avverte sentimenti di ansia. Gli uomini con EP, inoltre, sono meno soddisfatti della loro qualità di vita in generale e sessuale in particolare (-19 punti percentuali) rispetto a quelli che non hanno “il problema”. Non va meglio per le donne partner degli uomini con EP, meno soddisfatte della loro qualità di vita complessiva e sessuale rispetto alle altre donne (-10 punti percentuali).
“I risultati della ricerca confermano l’esperienza clinica quotidiana – sottolinea il Prof. Emmanuele A. Jannini, Coordinatore della Commissione Scientifica della SIAMS -L’Eiaculazione Precoce ha, infatti, un impatto negativo sul maschio che si sente frustrato e umiliato a causa del problema che genera scarsa autostima, difficoltà a sostenere una relazione o riluttanza a iniziarne una nuova. E altrettanto dicasi per le partner. Però nonostante la forte compromissione della qualità di vita, gli uomini pongono numerose barriere ad affrontare il problema e a parlarne. Diverse le motivazioni. Prima fra tutte l’imbarazzo: i maschi sono riluttanti a parlare dei loro problemi sessuali sia con la partner sia col medico” - continua Jannini. E, in effetti, l’opinione dell’esperto trova conferma nei risultati dell’indagine.
Il 76% degli uomini con EP, infatti, lo ritiene un problema imbarazzante, ancor più imbarazzante della disfunzione erettile. Solo il42% degli uomini (il 35% delle donne) ne ha parlato nell’ultimo anno. Si potrebbe ritagliare all’EP il ruolo di convitato di pietra per molte coppie di sofferenti. D’altra parte, quando se ne parla, è comunque il o la partner il destinatario della comunicazione ma non il medico (il 62% dei maschi e il 70% delle donne). E questo in controtendenza rispetto a quello che sta avvenendo nella nostra società dove c’è sempre una maggior attenzione alla sfera personale e affettiva e dove è cresciuta la cultura del dialogo con i medici.
“L’eiaculazione precoce – conclude Jannini - resta quindi ancora un tabù, un tema di cui dialogare con la partner e soprattutto con il medico. La “Tre Giorni” degli epdays sarà l’occasione per iniziare a rompere il silenzio con il Medico, superando l’imbarazzo per avviarsi verso un virtuoso percorso di cura”.
L’EP: un problema medico con una soluzione terapeutica
In contrapposizione con il vissuto negativo e rassegnato degli uomini e delle loro partner, emerge dalla ricerca anche una forte e positiva aspettativa verso la possibilità di risolvere il problema: il 36% auspica per il proprio futuro un miglioramento della propria condizione mentre oltre il 90% degli uomini (e oltre l’80%delle donne) auspica che la medicina sviluppi cure/trattamenti per la cura del’EP.
“Fino a poco tempo fa non erano disponibili terapie farmacologiche approvate per l’EP. Da luglio, anche in Italia, è disponibile solo su prescrizione medica, il primo farmaco approvato per il trattamento al bisogno dell’eiaculazione precoce, a base di dapoxetina”- sottolinea il Prof. Francesco Montorsi, Professore Ordinario di Urologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele.
Epdays: la “Tre Giorni” di visite gratuite per continuare a parlarne
“L’iniziativa di fine novembre– conclude Vincenzo Gentile - si inserisce nell’ambito della campagna di informazione e sensibilizzazione “Eiaculazione Precoce. Vogliamo parlarne?” iniziata con il lancio del sito www.eiaculazioneprecocestop.ite finalizzata ad aiutare quegli uomini che non hanno risolto il loro problema anche perché non ne hanno mai parlato con nessuno, né con la partner né tantomeno con il medico, e tuttora non sanno che l’eiaculazione si può diagnosticare e curare”.