Intervista al prof. Fabrizio Pregliasco
Infettivologo
dell’Università di Milano
Stiamo assistendo al dilagare dell’influenza stagionale e di quella suina. Dobbiamo temere anche qualche altra infezione correlata?
Senz’altro sì: la polmonite.
Spiego subito il perché: questo inverno ai 4-5 milioni di casi annuali di
influenza, si aggiungeranno quelli dell’influenza suina, che porteranno a
raddoppiare o addirittura a triplicare il numero delle persone costrette a
letto per colpa dell’influenza. Ora si dà il caso che proprio la polmonite
insorga in molti casi come complicanza dell’influenza. Si calcola, infatti, che
tra tutti i casi di polmonite, ben il 70 per cento sia costituito da polmoniti
secondarie, cioè da infiammazioni che insorgono come conseguenza di un’altra
infezione. Nell’ambito delle polmoniti secondarie nel 95 per cento dei casi
responsabile di quest’infezione primaria è lo pneumococco. Quel famoso batterio
molto difficile da ‘combattere’ perché resistente agli antibiotici, con cui è
facile perdere una battaglia ma è possibile vincere la guerra grazie al
vaccino.
Come sarà possibile
difendersi, una volta contratta l’influenza stagionale o ‘suina’, dal rischio
di ammalarsi ulteriormente di polmonite?
La risposta è sempre una
sola: vaccinandosi sia contro l’influenza che contro lo pneumococco. Esistono 3
vaccini contro lo pneumococco, 2 già disponibili ed uno in arrivo, ma soltanto
uno fra i due ad oggi presenti sul mercato è in grado di prevenire la polmonite
, il 7valente. In Liguria, regione piccola ma all’avanguardia in politiche
vaccinali, i dati sull’utilizzo del
vaccino dimostrano una riduzione di ben il 70,5% dei casi di
ospedalizzazione per polmoniti dovute a questo batterio. il vaccino sembra
pertanto essere l’arma vincente per scongiurare la complicanza della polmonite.
Ha
parlato di un nuovo vaccino in arrivo. Di cosa si tratta?
Sulla
base dell’esperienza clinica del 7valente, del quale in dieci anni sono state impiegate oltre 200 milioni di dosi, si attende
per i primi mesi del 2010 un nuovo vaccino antipneumococcico coniugato
13-valente, perfezionamento del 7valente. In particolare questo nuovo vaccino
potrà essere utilizzato, non più solo per i bambini, ma anche per gli anziani,
con l’aspettativa che i significativi risultati ottenuti nella prima fascia di
età si possano replicare anche a vantaggio di chi ha una certa età ed è vittima
preferenziale della polmonite.










